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I grandi vini rossi daranno colore al vostro Natale!

I vini rossi sono degli ottimi compagni con cui passare il Natale...insieme a fagiani, stracotti, brasati, risotti, filetti, polente, pappardelle e chi più ne ha più ne metta. Vi è venuta fame, eh?

Natale: che sia un pranzo o una cena, un buffet o un pasto in famiglia alla vecchia maniera, sulla vostra tavola non possono mancare dei buoni vini, che accompagnino tutte le prelibatezze che andrete a proporre. Scegliere il vino adatto, infatti, aiuterà a esaltare ancor più le vostre ricette, in un connubio perfetto e organico.

È per questo che tutti noi, ogni anno, ci troviamo di fronte al dilemma: quali vini scegliere per accompagnare al meglio il pasto più importante dell’anno (e che quasi certamente ci è costato anche ore e ore di lavoro)?

Per il pesce, gli antipastini e le torte salate magari sceglierete un bianco o un rosso di medio corpo, ma quasi certamente ci sarà un piatto forte, che avrete la possibilità di accompagnare a un vino rosso importante.

Facciamo quindi una carrellata di alcuni tra più blasonati vini rossi italiani, insieme a qualche ricetta a cui abbinarli.

Partiamo dal Piemonte, con il grande rosso di queste zone: il Barolo.

vini

Ottenuto da uve nebbiolo, viene fatto maturare in botti o barriques per lungo tempo ed è adatto al lungo affinamento in bottiglia. Scegliete quindi un Barolo di annata non troppo recente (che risalga ad almeno 5 o 6 anni fa), in modo che il vino abbia avuto la possibilità di evolversi negli ultimi anni e acquisire non solo un corpo importante, ma anche tutte quelle note profumate che solo l’affinamento in bottiglia può regalare. Calcolate anche che un Barolo può resistere per diverse decadi, quindi se avete una bottiglia in cantina che pensate sia ormai troppo vecchia non disperate: apritela e potreste trovarvi di fronte a una graditissima sorpresa.

Il Barolo è stato definito “il re dei vini e il vino dei re” ed è pertanto adatto ad accompagnare anche ricette molto elaborate e importanti: gli stracotti, i brasati e le preparazioni a base di carne che necessitano di cotture molto lunghe sono decisamente adatti all’abbinamento. Un altro abbinamento che ha grande successo è quello con i formaggi: risultano particolarmente adatti quelli stagionati a pasta dura; scegliete comunque formaggi dai sapori decisi, tenendo conto che il tannino e il grado alcolico del vino sono ideali per pulire il vostro palato anche se scegliete sapori forti. Se volete la ciliegina sulla torta avrei un suggerimento che farà la gioia di tutti i buongustai alla vostra tavola: Barolo nel calice, Barolo nello stracotto, ma prima Barolo nel risotto…e il gioco è fatto!

barolo

Se volete un vino rosso importante, ma vi piacciono gli aromi fruttati, i vini caldi e i tannini più vellutati possibile, allora potete scegliere un Amarone. La particolarità che rende questo vino così interessante è che le uve, scelte tra quelle autoctone venete (corvina, corvinone, rondinella, oseleta e negrara), vengono sottoposte a diversi mesi di appassimento prima di essere pigiate. Questa pratica permette una concentrazione degli zuccheri e delle sostanze profumate all’interno degli acini e, di conseguenza, dà origine ad un vino dal tenore alcolico importante e dai profumi intensi e fruttati.

L’Amarone è adatto al lungo invecchiamento e all’affinamento prolungato in bottiglia, cose che gli consentono di arricchirsi di profumi tipici dell’evoluzione e di diventare un vino decisamente complesso e avvolgente. Gli abbinamenti che si possono proporre con l’Amarone sono molti, dagli stracotti alle preparazioni a base di selvaggina. Scegliete comunque ricette  importanti a base di carne rossa o nera, magari di quelle che si fanno cuocere a lungo. Potete spaziare tra un filetto di cervo arrosto, un capriolo in salmì o anche un buon tagliere di formaggi stagionati e salumi saporiti. L’abbinamento che viene in mente a me? Qualche tempo fa la famiglia Allegrini ci ha ospitati, proponendoci il brasato all’Amarone, naturalmente accompagnato dal medesimo vino…poesia!

amarone_della_Valpolicella

Se siete stati ispirati dai vini precedenti, c’è un’opzione che coniuga entrambe le filosofie. Lo Sforzato della Valtellina è prodotto da nebbiolo, anche se in questo caso si tratta di uve di territorio lombardo, sottoposto ad appassimento, come succede per le uve dell’Amarone. Il risultato è un vino di grande struttura, caratterizzato da una presenza sostanziosa di aromi fruttati e da un corpo importante; i tannini, tuttavia, sono stuzzicanti, anche se eleganti e vellutati. Questo vino si sposa molto bene con piatti importanti, specialmente quelli tipici del territorio valtellinese, quindi se avete a disposizione polenta Taragna accompagnata da cacciagione o selvaggina potete proporre l’abbinamento dei sogni). In alternativa, un classico sempreverde come un piatto di polenta gialla accompagnata da uno spezzatino o uno stracotto può essere una valida alternativa, di più semplice reperibilità!

Se amate i vini di centro Italia, invece, alcuni saranno imprescindibili sulla vostra tavola. Il Brunello di Montalcino, grande vino toscano a base di uve sangiovese, è la gioia di molti bevitori. Coniuga perfettamente struttura, profumi intensi, lunga persistenza e tannini delicati. È un vino adatto al lungo invecchiamento in bottiglia, che può essere tenuto in cantina per molto tempo. Se ne avete la possibilità e volete esagerare, quindi, visto che si tratta di Natale, scegliete un vino evoluto, che abbia anche 20 anni o di più. Per esperienza personale posso dirvi che molto probabilmente sarà ancora eccellente! Potete accompagnarlo a qualunque piatto di carne importante, oppure, se siete dei cultori delle eccellenze toscane, a un buon Pecorino stagionato. Un’ottima scelta può essere l’abbinamento con la carne di cinghiale e, se volete esagerare, potete partire già dal primo, con un buon piatto di pappardelle al ragù di cinghiale. In alternativa, si può spaziare con un fagiano alla crema. Attenzione però, perché il Brunello può avere una grande struttura, mentre per questo piatto sceglierei un’annata non eccessivamente remota, in modo che non sovrasti i sapori della ricetta.

Brunello-di-Montalcino

Sempre del centro Italia, anche se umbro, è il Sagrantino di Montefalco. Adattissimo al lungo invecchiamento, grazie ai tannini molto ruvidi, acquisisce negli anni una struttura molto importante. Gli aromi fruttati si accompagnano a sentori speziati anche pungenti e, con il passare degli anni, anche a note che ricordano profumi terziari. Gli abbinamenti consigliati sono abbastanza simili a quelli del Brunello, anche se in questo caso abbiamo un vino adatto anche ad abbinamenti più particolari, come la carne di agnello, che però è poco natalizia (ma così vi ho dato una buona idea per Pasqua). Visto che siamo a dicembre potete optare per un buon piatto di polenta con salmì di lepre.

Non può certo mancare in questo elenco un grande vino rosso del sud. Detto il “Barolo del Sud”, il Taurasi si presta agli abbinamenti importanti tanto quanto il suo cugino piemontese. Viene ottenuto dall’aglianico, vitigno tipico delle regioni centromeridionali, e il suo processo di vinificazione prevede un passaggio in legno prolungato, che gli conferisce struttura e rotondità. I tannini sono vellutati, meno pronunciati di quelli dei vini ottenuti, per esempio, dal nebbiolo. I profumi intensamente fruttati si arricchiscono di sentori speziati e, in caso di lunga evoluzione, anche di profumi eterei. È un vino complesso, che si adatta ad accompagnare non solo preparazioni importanti, ma anche piatti meno impegnativi. Potrete quindi spaziare da primi conditi con sughi di carne, a secondi di carne rossa arrosto, fino ad arrivare alla selvaggina. Se volete proporre un cult del Natale, potete preparare un tacchino ripieno al forno con castagne, è sufficiente prestare attenzione che il vino non sia troppo strutturato, magari scegliete un’annata non molto remota.

Ora avete molte idee per il vostro Natale, ma ricordate: può essere Natale tutti i giorni, specialmente con dei vini così!

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