Origini e Storia dello Spinacio
Originario dell'antica Persia (l'odierno Iran), lo spinacio (Spinacia oleracea) ha una storia ricca di migrazioni e contaminazioni culturali:
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Dal mondo persiano fu introdotto in Cina nel VII secolo grazie a scambi commerciali attraverso il Nepal, guadagnandosi l'appellativo di "erba persiana".
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In Europa sbarcò intorno al IX-X secolo per opera degli Arabi, che ne diffusero la coltivazione partendo dalla Sicilia.
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Divenne celebre in Europa occidentale nel XVI secolo grazie a Caterina de' Medici, che, diventando Regina di Francia, portò con sé i cuochi toscani capaci di valorizzarlo (da qui nacque la tradizione culinaria dei piatti preparati "alla fiorentina").
Gli Spinaci in Cucina
Estremamente versitili e ricchi di ferro, fibre e vitamine (A, C e K), gli spinaci trovano spazio sia nelle preparazioni tradizionali che in quelle più moderne:
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Consumo a crudo: Le foglie più giovani e tenere (baby spinach) sono ideali per insalate fresche, arricchite con frutta secca, formaggi caprini e condimenti agrodolci.
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Consumo cotti: Ottimi ripassati in padella con un filo d'olio, aglio e peperoncino, oppure impiegati come ripieno fondamentale per ravioli, crespelle e torte salate.
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Accostamenti ideali: In cucina esaltano il loro sapore se abbinati alla noce moscata, al burro, alla ricotta e alle uova.
Guida alla Coltivazione (anche in Vaso)
Lo spinacio è una pianta rustica e a ciclo breve che predilige i climi freschi, rendendola perfetta per la coltivazione autunnale o primaverile sul balcone:
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Esposizione: Teme il caldo estivo, che stimola la fioritura precoce (monta a seme) e rende le foglie amare; preferisce posizioni a mezzombra o soleggiate ma fresche.
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Semina e terreno: Richiede un terriccio fertile, soffice e ricco di sostanza organica. I semi vanno interrati a circa 1-2 cm di profondità in vasi capienti o fioriere rettangolari.
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Raccolta: Può essere effettuata "a foglia" (cogliendo prima le esterne per lasciare sviluppare le interne) o tagliando l'intera pianta dopo circa 6-8 settimane dalla semina.
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