L'Alkekengi o alchechengio (Physalis alkekengi L.) è una pianta perenne che produce bacche commestibili; appartiene, come il pomodoro e la patata, alla famiglia delle Solanaceae.

L'Alkekengi ha origini in Europa e Asia. Date le sue proprietà medicinali è coltivata fin dall'antichità. È un'erbacea perenne e si riconosce facilmente per i calici che avvolgono la bacca, simili a piccoli lampioni arancioni. Al tatto il calice ha consistenza quasi cartacea e spesso è poroso.

Ci si aspetta un petalo ma se si cerca di spezzarlo è molto più tenace e resistente. Nonostante questo si apre facilmente a mani nude.

Non è da confondere con il Physalis peruvianus (chiamato anche Cape gooseberry) che è della stessa forma e struttura ma beige e con la Physalis ixocarpa che produce una bacca molto più grossa, verde (o porpora) e simile a un pomodoro sempre, però, rivestita da un calice verde (o porpora) con forma simile all'alkekengi.

Vigorosa pianta perenne, che si adorna di calici arancioni molto decorativi, che avvolgono le note bacche commestibili utilizzate in pasticceria candite o ricoperte di cioccolato.

Physalis_alkekengi0

Frutto grande 3-4 cm, succoso e gustoso. Pronto per il consumo, è ideale anche per preparare la marmellata. Se lo semini all'inizio di maggio sottovetro e lo trapianti alla fine di maggio all'aperto, avrai i frutti in luglio.

Nome: Physalis alkekengi

Famiglia: Solanacee

Nomi comune: chichingero, ciliegine, fiasche de corai, vingenze

Habitat: in zone ombreggiate nei sottoboschi, fino ad una altezza di 1300 - 1500 mt.

Parti usate: le bacche, prive del peduncolo e del calice

Raccolta: quando sono bene mature nel mese di agosto

Conservazione: fare essiccare in forno a temperatura moderata, poi conservare in recipienti chiusi e bui.

alchechengi

Proprietà:

Antituriche, depurative, diuretiche, emollienti, rinfrescanti, antinfiammatorie.

Uso: Interno con succo fresco, infuso.

Note: altri utilizzi: per impacchi contro infiammazioni, far bollire in un litro d'acqua 100 grammi di frutti, applicare sulla zona interessata.

Proprietà salutari dell'Alchechengi.

Poco conosciuto come frutto, ancora meno come rimedio naturale, l'Alchechengi grazie ai tannini, ha proprietà diuretiche e depurative impiegate soprattutto contro la ritenzione urinaria, nel caso di nefriti, gotta, calcoli renali e vescicali e comunque in tutte le forme cui è interessato l'apparato urinario.

Eccezionali le quantità di vitamina C. tanto da sostituire egregiamente, sia per la forma accattivante che per le proprietà, gli integratori di vitamina C per i bambini, essendo presente esattamente il doppio, rispetto al limone.
Grazie alla presenza dei tannini questa bacca riesce ad essere ancora più astringente in caso di diarrea, in particolare durante le prime epidemie di influenza che interessano anche l'intestino.

alkekengi

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Noci, mandorle, nocciole...: frutta secca insomma, tipica dei mesi invernali. Ha diverse proprietà, ma è anche particolarmente calorica. Con il termine frutta secca si intende sia la frutta con il guscio, come noci, mandorle pistacchi eccetera, sia la frutta polposa come i fichi, l'uva, le pesche, eccetera che vengono poi disidratate in diverse maniere. In entrambi i casi la frutta è ‘secca’ e, quindi, di facile mantenimento nel tempo. Vediamone vizi e virtù con i dietisti di Humanitas Gavazzeni di Bergamo.
Che differenza c’è tra frutta secca vera e propria e frutta oleaginosa?

“La frutta secca propriamente detta, come lascia facilmente intuire la stessa definizione, è la frutta che è stata fatta essiccare, ad esempio, prugne, pesche, albicocche, uvetta, fichi, ananas, mele, pere, datteri, eccetera. Attraverso l'essiccazione viene eliminata l'acqua di cui la frutta è solitamente in buona parte composta. Una volta essiccata, la frutta costituisce pertanto un vero e proprio concentrato di vitamine e minerali, oltre che di calorie: per questo motivo va consumata con moderazione. La frutta oleaginosa, invece, comprende mandorle, noci, nocciole, arachidi, anacardi, eccetera. Anch'essa costituisce un concentrato di energia e apporta circa il doppio di calorie rispetto alla frutta secca, arrivando mediamente a superare le 600 calorie per 100 gr di prodotto.
frutta secca
Questa rappresenta una preziosa fonte di proteine e di importanti minerali e oligoelementi, quali calcio, ferro, potassio, fosforo, magnesio, zinco”.
Quali sono i pregi della frutta secca?
“Molta energia, tanti minerali e niente colesterolo. Questi sono i pregi della frutta secca, grazie ai quali può essere considerata un alimento completo. E’ più calorica della frutta fresca, ma più ricca di fibre, è facilmente digeribile e aiuta l'intestino. In particolare, la prugna è il rimedio privilegiato contro la stitichezza; la noce contiene il colesterolo "buono", utile per combattere i radicali liberi; la mandorla apporta magnesio, vitamina E e proteine vegetali di buona qualità; la nocciola ha le vitamine B 1, B2 la provitamina A, come anche i pinoli che, al pari dei fichi, presentano inoltre fosforo, calcio e ferro; i datteri sono una buona fonte di magnesio e potassio e le arachidi, oltre alle vitamine, contengono anche rame e zinco; l'albicocca è ricca di caroteni e di magnesio e l'uva passa di ferro, potassio e vitamina E. Da non dimenticare, poi, la riserva di proteine, che dispensano soprattutto il pinolo e l'arachide (29,6 e 29 g), seguiti da mandorla, noce e nocciola (18,6, 14,8 e 12,6 g).
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Piccoli e comodi da trasportare anche in tasca o nella borsa, quindi, questi prodotti rappresentano un'ottima alternativa a merendine e snack al cioccolato, che possono avere ingredienti più pesanti (come burro e grasso animale) e qualche conservante dì troppo. La frutta secca, inoltre, è ricchissima di grassi, poiché ne contiene una quantità dal 50% al 65%, e, quindi, di calorie (più di 500 kcal per 100 grammi). Il potere nutritivo così elevato le rende un alimento con indice di sazietà piuttosto basso, sebbene più elevato rispetto ad altre fonti di grassi come gli oli, la maionese e il burro. Occorre, quindi, valutare sempre con attenzione le quantità assunte, per non compromettere il bilancio calorico giornaliero.
Tuttavia, può essere importante assumere una certa quantità di frutta secca lipidica ogni giorno (soprattutto le noci), in quanto i grassi in essa contenuti sono in prevalenza mono e polinsaturi, e, quindi, benefici per la salute delle arterie. Le noci, fra l’altro, sono una delle rare fonti di acido linolenico, un acido grasso essenziale (appartenente alla famiglia degli omega 3), che dobbiamo necessariamente assumere con l'alimentazione. La frutta secca in generale, quindi, è molto ricca di calcio e, quindi, utilissima nella calcificazione delle ossa (consigliata, quindi, alle donne in menopausa e in gravidanza). Inoltre, ha proprietà antisettiche, lassative e ricostituenti. Il particolare e originale equilibrio di sali minerali, vitamine, proteine e grassi ne fa un rinforzante del sistema nervoso, costituendo un sano e saporito antidepressivo naturale”.
A chi è sconsigliata?
“Si tratta di frutta con una elevata quantità di calorie: 100 grammi di noce, ad esempio, apportano 660 Kcal; 625 le nocciole, 642 il pistacchio, 600 le arachidi, 542 le mandorle, 569 i pinoli, mentre tra i meno calorici abbiamo l’uvetta con 300 e i datteri con 253, i fichi con 242 e le prugne secche con 220. Per questo, quindi, la frutta secca è sconsigliata se si sta seguendo una dieta ipocalorica. Ci sono, poi, categorie di persone che si devono astenere dal consumarla, per esempio chi soffre di problemi renali e i diabetici, che devono evitarla per l’alto contenuto di zuccheri. Anche chi è affetto dal morbo di Crohn in fase acuta, da rettocolite ulcerosa o chi soffre di colite devono evitarla perché sono malattie che impongono una dieta priva di fibre”.
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1.- 10 ragioni per cui gli avocado sono il cibo migliore del mondo.

10 ragioni per cui gli avocado sono il cibo migliore del mondo

Gli avocado sono la frutta migliore del mondo. Frutta? Beh, sì... è difficile da credere, ma quella roba verde e succosa è frutta, non verdura -- una bacca, per essere precisi. E in tutta onestà, se non ti piace devi proprio avere qualcosa che non va. Potremmo mangiarlo tutto il giorno ed esser felici – a meno che non sia cucinato caldo... allora fa abbastanza schifo. Continuate a leggere se

2.- Le mandorle costituiscono un vero concentrato energetico e calorico.

L'uso delle mandorle in cucina è vario poiché è un alimento usato in tutte le portate, sia dolci che salate, anche nella cucina internazionale; una ricetta tra le più conosciute per esempio è il pollo alle mandorle cinese. Moltissimi sono i dolci alle mandorle, come torte, biscotti (famosi i Cantucci Toscani), croccanti, torroni, confetti, creme, per non parlare delle bevande dissetanti come l\'

3.- Tutte le proprietà delle prugne.

Le susine (o prugne) sono tra i frutti dell’estate più apprezzati e ricchi di proprietà benefiche. Gli alberi da frutto che le producono possiedono la capacità di resistere molto bene al freddo e alle gelate e sanno adattarsi in presenza di terreni calcarei e argillosi. Le aree di maggiore produzione a livello mondiale sono l’Europa, la Cina e gli Stati Uniti, da dove provengono le celebri prugne

4.- Il ribes sia rosso che nero ha delle proprietà favolose per il nostro organismo.

Il ribes sia rosso che nero ha delle proprietà favolose per il nostro organismo.

Generalità. Il Ribes rosso appartiene alla Famiglia delle Sassifragaceae, genere Ribes, specie rubrum. E’ un arbusto perenne alto 1-2 m, deciduo, inerme, con foglie semplici, palmate con 3-5 lobi, glabre superiormente, pubescenti sulla pagina inferiore, con peduncolo piuttosto sviluppato, senza stipole. I fiori, generalmente autofertili, sono formati da 5 sepali, glabri, verdognoli o brunastri,

5.- Tra i vini pregiati italiani degno di nota è l'Amarone della Valpolicella.

Tra i vini pregiati italiani degno di nota è l'Amarone della Valpolicella.

La Valpolicella è una valle meravigliosa che si estende nella provincia di Verona. E' una distesa immensa di verdi colline ricoperte da vitigni di alta qualità. Dei vini pregiati italiani doc l'Amarone della Valpolicella è un vanto dell'agricoltura della regione Veneto. Un vino apprezzato nel mondo a cui viene riconosciuto tutto il valore che merita. produttori di vino hanno un ruolo primario

6.- La robiola è un formaggio molle, facilmente spalmabile, per cui è utilizzato in molte ricette.

La robiola è un formaggio molle, facilmente spalmabile, per cui è utilizzato in molte ricette.

Caratteristiche generali.La robiola è un formaggio tipico del Piemonte, in particolare di Roccaverano,in provincia di Asti, dove la robiola ha ottenuto il marchio DOP. Si tratta di un formaggio crudo e fresco, prodotto con latte vaccino, ovino e caprino, caratterizzato da una pasta molle, privo di crosta, di colore bianco e di forma cilindrica. A livello alimentare, la robiola è apprezzata per il

7.- In Giappone, il Ginepro è una delle piante più utilizzate nell’arte bonsai

In Giappone, il Ginepro è una delle piante più utilizzate nell’arte bonsai

In Giappone, il Ginepro è una delle piante più utilizzate nell’arte .bonsai: i grandi maestri del sol lev.ante, gareggiano nelle prestigiose esposizioni nipponiche portando quasi esclusivamente formidabili esemplari di questa essenza. Il Ginepro infatti, è un Bonsai che permette di creare forme ardite e particolari, sconosciute alle altre essenze. Inoltre, la resistenza alle avversità climatiche

8.- Longevità, bellezza cangiante e profumo voluttuoso: la peonia regina dei fiori.

Longevità, bellezza cangiante e profumo voluttuoso: la peonia regina dei fiori.

Il nome del genere (Paeonia) deriva dal dal greco “paionia” femminile di “paionios”, salutare-soccorritore, perché le radici della pianta hanno proprietà medicinali. Secondo altri autori il nome deriverebbe da “Paeon”, medico delle divinità greche. Le peonie appartengono alla famiglia delle Paeoniaceae che raggruppa piante da fiore antichissime dal punto di vista evolutivo che in passato erano

9.- Il nome mascarpone deriva dal lombardo mascherpa, ovvero crema di latte.

Il nome mascarpone deriva dal lombardo mascherpa, ovvero crema di latte.

Caratteristiche generali. Il mascarpone è un formaggio a pasta molle. Prodotto in Italia, e più specificatamente in Lombardia, nella zona di Lodi, è riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale italiano. Il mascarpone è caratterizzato dalla consistenza cremosa, la pasta molle e grassa, e il sapore delicato, burroso con un retrogusto di panna.Ricco in proteine, calcio e vitamine, il

10.- I 10 articoli più letti su Green Galletti nel mese di Dicembre 2013.

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1.- Alla scoperta delle tradizioni vitivinicole siracusane e dei... La Sicilia, per condizioni climatiche, temperatura mite, terre collinose, leggera brezza di mare e sole acceso, ricorda i territori della California e dell'Australia. Queste qualità risultano ideali e rendono la Sicilia l'isola del vino.In... 2.- Del Recioto non sono incerte solo le origini, ma pure il nom... Il Recioto di

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Gli avocado sono la frutta migliore del mondo.

Frutta? Beh, sì... è difficile da credere, ma quella roba verde e succosa è frutta, non verdura -- una bacca, per essere precisi. E in tutta onestà, se non ti piace devi proprio avere qualcosa che non va. Potremmo mangiarlo tutto il giorno ed esser felici – a meno che non sia cucinato caldo... allora fa abbastanza schifo. Continuate a leggere se volete capirne più di quanto non ne abbiate mai saputo, sull’avocado: ecco tutte le ragioni per cui dovreste immediatamente afferrarne uno, cullarlo, coccolarlo e ringraziarlo. E poi mangiarlo – o spalmarvelo in faccia.

Gli avocado sono grassi, ma nel modo giusto.

Hanno più grassi che qualsiasi altro tipo di frutta, ma questo non deve fermarvi! Gli avocado sono pieni di grassi monoinsaturi incredibilmente benefici. È il tipo migliore di grasso, perché fa bene al cuore. Ancora scettici? Fatevelo spiegare dall’American Heart Association, il perché:

"Aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, riducendo il rischio di malattie cardiache e infarti. Inoltre forniscono sostanze nutrienti e aiutano a preservare le cellule del corpo. I grassi monoinsaturi sono anche solitamente ricchi di vitamina E, un antiossidante di cui gran parte degli americani ha grande bisogno”.

Sì, avete capito bene. È pieno di grassi che fanno bene al corpo. Fermati, cuore mio.

"Charred Corn and Avocado Pizza" by Two Peas And Their Pod

avocado

C’è chi lo chiama la “pera dell’alligatore”.

Perché la sua buccia rugosa ricorda le squame di un alligatore, e la sua forma fa pensare a quella di una pera. In più, quando lo apri, ricorda un po’ l’occhio di un alligatore.

avocado

Mangiare avocado aiuta a regolare la pressione sanguigna.

Gli avocado sono pieni di magnesio e potassio, entrambi d’aiuto nel regolare la pressione sanguigna. L’avocado ti regala più magnesio di venti altri tipi di frutta, inclusi banana, kiwi e fragola.

"Avocado Salad" by A Beautiful Mess
avocado salad

L’avocado si spalma bene sul pane.

Lasciate perdere il burro, la marmellata, la maionese e il burro di noccioline. Avete mai mangiato un sandwich all’avocado? È il meglio. In più, ti becchi oltre venti sostanze nutrienti se lo infili in un toast a colazione.

"Garlicky Shrimp Avocado Sandwiches" by Annie's Eats
avocado

Il guacamole è la salsina più salutare, e la migliore.

Trucchetto: a differenza di quanto si dice in giro, non è l’aggiunta di un nocciolo d’avocado a far conservare meglio il guacamole. Il vero trucco è aggiungere lime e succo di limone in abbondanza. È l’ossigeno che lo fa diventare marrone -- mentre lime e limone lime ne rallentano l’ossidazione.

"Perfect Guacamole" by Simply Recipes
guacamole

Esiste anche l’olio di avocado, e pare che faccia meraviglie per il tuo corpo.

L’olio di avocado somiglia all’olio d’oliva. Ma quando lo usi per cucinare, potrebbe aiutarti a combattere contro le malattie cardiache, il cancro e i segni dell’invecchiamento. Una ricerca messicana ha indicato che quell’olio ha il potere di combattere alcune molecole d’ossigeno “cattive”, quelle che tendono a distruggere le membrane cellulari, le proteine e lo stesso DNA. Sei un salvezza, olio d’avocado!

avocado olio

Gli avocado sono come il Botox, ma costano molto meno.

Esatto, gli avocado non sono solo cibo. Un avocado può essere un ottimo idratante, curare le scottature prevenendo le irritazioni, e perfino aiutare a ridurre le rughe. Provate con questa facile maschera per impedire alle rughe di formarsi, e per idratare la pelle secca: mischiate miele, yogurt e un avocado insieme, e spalmatevela in faccia. Beh, a Kim Kardashian piace.

kim kardashian 

Gli avocado sono ricchi di fibre.

Se ti sei stufato delle alternative, prova con gli avocado per garantirti la tua dose di fibre quotidiana. Ci sono ben 10 grammi di fibra in un avocado di medie dimensioni, insolubile per il 75% (ossia la parte che accelera la digestione), e solubile per il 25 (cioè la parte che ti sazia).

"Avocado Lettuce Tomato Sandwich (ALT)" by Simply Recipes
avocado

Gli avocado aiutano il tuo corpo ad assorbire le sostanze nutrienti di altri alimenti.

Secondo una ricerca quando si aggiunge l’avocado nell’insalata, l’assorbimento del beta-carotene delle carote aumenta di quasi 14 volte, mentre quello dell’alfa-carotene nella lattuga aumenta di oltre 4 volte, se confrontato con la medesima insalata priva di avocado. La spiegazione sta nel fatto che i grassi monoinsaturi dell’avocado aiutano il corpo ad assorbire meglio i carotenoidi fitonutrienti grasso-solubili.

"Roast Carrot, Lentil & Avocado Salad" by Verses From My Kitchen
avocado

Gli avocado possono prendere il posto (più sano) del burro nel forno.

Se stai cercando di mangiare sano, puoi sostituire il nostro super-frutto al burro in tante ricette. Sia i biscotti con scaglie di cioccolato che il pane alla banana risultano deliziosi quando vengono preparati con l’avocado. E guarda questi meravigliosi brownies all’avocado da "How Sweet Eats”. C’è avocado perfino nella glassa!

avocado

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L'uso delle mandorle in cucina è vario poiché è un alimento usato in tutte le portate, sia dolci che salate, anche nella cucina internazionale; una ricetta tra le più conosciute per esempio è il pollo alle mandorle cinese.

Moltissimi sono i dolci alle mandorle, come torte, biscotti (famosi i Cantucci Toscani), croccanti, torroni, confetti, creme, per non parlare delle bevande dissetanti come l\'orzata e il latte di mandorla utilizzate soprattutto nei Paesi Mediterranei. Un’altra specialità preparata con le mandorle è il marzapane, con il quale si preparano diversi dolci tipici. Le mandorle sono anche usate per produrre farine e paste nell’industria dolciaria ed estrazione di olio.

mandorle

Spesso, per esaltarne il sapore, ed in alcune ricette, le mandorle vengono tostate in padella antiaderente a fuoco medio per 5 minuti, oppure in forno a 180° per qualche minuto finché non risultano dorate e croccanti.
Le mandorle vengono anche sminuzzate (utilizzando un frullatore), tritate o tagliate a lamelle. Se le utilizzate per fare una torta, potete tritarle insieme a un cucchiaino della farina che utilizzerete in seguito, per evitare la separazione dell\'olio.

Se avete mandorle con la buccia, e per la ricetta che dovete preparare vi servono spellate, potete immergerle per qualche minuto in acqua bollente, e la buccia si leverà facilmente.

Curiosità.

Le mandorle costituiscono un vero concentrato energetico e calorico: contengono una significativa percentuale di proteine, preziose vitamine del gruppo E, B1 e B2, magnesio, ferro e calcio, perciò utilissime nella calcificazione delle ossa (consigliate quindi alle donne in gravidanza o in menopausa). Hanno inoltre proprietà antisettiche e remineralizzanti, emollienti e lassative, e ricostituenti e sono il tipo di frutta secca con il più elevato contenuto di fibre (12%).

Il particolare e originale equilibrio di minerali, vitamine, proteine e grassi, ne fanno soprattutto un rinforzante del sistema nervoso, costituendo un sano e saporito antidepressivo naturale.

Le mandorle contengono molti grassi \"buoni\", infatti circa l\'80% delle calorie di questo alimento provengono da questo nutriente e poiché la maggior parte di questi grassi sono monoinsaturi, le rende benefiche per l\'apparato cardiocircolatorio.

Studi recenti hanno dimostrato come un consumo abituale di questo alimento abbassa i livelli ematici di colesterolo e trigliceridi: ovviamente bisogna tenere in considerazione che chi è soprappeso non potrà abusarne, perché come tutti gli alimenti lipidici, il loro consumo va controllato con attenzione valutando sempre le quantità che il nostro organismo può permettersi.

La mandorla dolce non contiene amigdalina ed è innocua, mentre nel seme della varietà amara l´amigdalina e l´emulsina si combinano quando la mandorla si schiaccia e si bagna (o si mastica), e liberano acido cianidrico (acido prussico) che è tossico in quantità apprezzabili. L´avvelenamento mortale per uomo adulto avviene dopo assunzione di 7 -5 ml di olio di mandorle amare contenente il 2-4% di HCN. La legge italiana prevede una quantità massima di acido cianidrico pari a 1mg/kg in alimenti e bevande e di 50 mg/kg nel torrone e altri prodotti contenenti mandorle amare.

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10 Ricette con mandorle:

1.- Miele con mandorle e castagne.

Miele con mandorle e castagne

2.- Crema alle mandorle con salsa speziata.

Crema alle mandorle con salsa speziata

3.- Fichi al cioccolato con mandorle tostate.

Fichi al cioccolato

4.- Torta dorata di mandorle.

torta dorata di mandorl

5.- Tortino con mandorle e mandarini.

tortino con mandorle e mandarini

6.- Biscotti di Natale alle mandorle.

Biscotti di Natale alle mandorle

7.- Torta alle mandorle e cioccolato bianco.

Torta alle mandorle e cioccolato bianco

8.- Ciambellone al cacao con mandorle e noci.

ciambellone al cacao

9.- Crostata nordica con mandorle e prugne.

Crostata nordica

10.- Cestini di mandorle con gelato di fragole.

Cestini di mandorle con gelato di fragole

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Caratteristiche generali.
La robiola è un formaggio tipico del Piemonte, in particolare di Roccaverano,in provincia di Asti, dove la robiola ha ottenuto il marchio DOP.

Si tratta di un formaggio crudo e fresco, prodotto con latte vaccino, ovino e caprino, caratterizzato da una pasta molle, privo di crosta, di colore bianco e di forma cilindrica.

A livello alimentare, la robiola è apprezzata per il suo sapore delicato e fresco.
A livello nutrizionale, la robiola è ricca di calcio e di vitamine: A, B1, B2 e PP.

Uso in cucina.

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La robiola è un formaggio molle, facilmente spalmabile, per cui è utilizzato in molte ricette, dalle semplici tartine da servire come antipasto a più elaborati primi e secondi piatti.

Inoltre, può essere lavorata con erbe e spezie per la preparazione di salse con cui accompagnare carni e verdure.

Come pulire.
Come tutti i formaggi freschi, se si formano delle muffe, non è sufficiente rimuovere il pezzetto contaminato, ma è necessario eliminare tutto il pezzo.

Guida all'acquisto.
La robiola deve presentarsi di colore candido e odore gradevole e delicato. Per essere sicuri di acquistare la vera robiola di Roccaverano, accertatevi che sia presente il marchio DOP.

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Metodo di conservazione.
La robiola è un alimento delicato, che si conserva in frigorifero per uno o due giorni. Per quanto riguarda i prodotti industriali, controllate la data di scadenza riportata sulla confezione.

Curiosità.
Oltre che a Roccaverano, la robiola è prodotta anche nella provincia di Alessandria e nella parte orientale del territorio delle Langhe.

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Il nome del genere (Paeonia) deriva dal dal greco “paionia” femminile di “paionios”, salutare-soccorritore, perché le radici della pianta hanno proprietà medicinali. Secondo altri autori il nome deriverebbe da “Paeon”, medico delle divinità greche.

Le peonie appartengono alla famiglia delle Paeoniaceae che raggruppa piante da fiore antichissime dal punto di vista evolutivo che in passato erano comprese nella Ranuncolaceae.

Il genere Paeonia comprende una trentina di specie di piante erbacee e di arbusti perenni che presentano radici carnose e fusti, generalmente glabri, che portano foglie, di notevoli dimensioni, pennate, formate da numerose foglioline lobate e non lobate, di forma e dimensioni irregolari, talvolta glauche e tomentose. Sono coltivate in modo particolare per la bellezza dei fiori, grandi e appariscenti.

peoniePeonie erbacee.

Alcune specie erbacee sono spontanee anche in Italia. Secondo la mitologia greca, fu il medico degli dei, Paeon, a scoprire la pianta (Paeonia officinalis). Questa specie, originaria dell’Italia e delle regioni centro meridionali dell’Europa, è utilizzata fin dall'antichità come pianta medicinale, e per questo elogiata da molti scrittori greci e latini. Oggi è un'apprezzata pianta ornamentale: presenta foglie, profondamente divise, di color verde chiaro e talvolta tomentose sulla pagina inferiore; da aprile a maggio produce fiori semplici, larghi 5-15 cm di colore cremisi.

Vengono coltivate anche molte cultivar cinesi, tutte derivate da Paeonia lactiflora, specie originaria della Mongolia e della Siberia.

Le peonie erbacee, dotate di radici tuberose, emettono i propri getti in primavera, vegetano fino a raggiungere un'altezza di 60-100 cm, fioriscono a maggio e in autunno disseccano completamente per riapparire la primavera successiva.

Peonie arboree.

La prima citazione in Europa delle peonie arboree è nel rapporto di un membro della Compagnia Olandese delle Indie Orientali che, a metà dei Seicento, le descrisse come simili alle rose, ma senza spine e con fiori grandi il doppio. Prima che tali piante arrivassero in Occidente, se ne diffuse la fama grazie all'importazione di porcellane, sete e oggetti cinesi su cui era rappresentato questo fiore, molto amato in Oriente da moltissimi secoli (in Cina è conosciuto già mille anni prima della nascita di Cristo).

Le peonie arboree o arbustive, la cui pianta fuori terra è formata da solidi e nodosi arbusti che ogni anno lignificano una piccola parte dei nuovi getti, creano molto lentamente un cespuglio legnoso che può raggiungere i due metri di altezza e i tre-quattro metri di diametro. Perdono le foglie in autunno, in inverno gli arbusti restano spogli e all'inizio della primavera fanno schiudere le nuove foglie. Tra aprile e maggio producono splendidi fiori di varie forme e che possono raggiungere i 30 cm. Sono piante molto longeve (centinaia di anni) e presentano una crescita molto lenta.

Sebbene i botanici ne conoscano già centinaia di varietà, la loro classificazione è in continua evoluzione.

Le peonie arboree si suddividono in due grandi sezioni: Delavayane e Vaginatae.
Sezione Delavayane: comprende tutte specie a fiore semplice, piccolo e con toni di colore dal giallo al rosso scuro. Appartengono a questa sezione le specie: P. delavayi (con fiori che possono essere bianchi o gialli screziati di rosso-marrone, gialli e rosso scuro) e P. ludlowii (con fiori giallo vivo).

Sezione Vaginatae: comprende tutte specie a fiore semplice, con colore dal bianco, al rosa e al porpora. Queste le specie: P. suffruticosa, P. ostii, P. rockii, P. cathayana, P. decomposita, P. quii e P. jishanensis. Dagli incroci e dalla selezione delle diverse specie derivano numerosi ibridi e varietà che vengono coltivati da millenni in Cina e da lì in tutto l'Oriente e successivamente anche in Occidente.
Il Gruppo più numeroso quello classificato come Paeonia suffruticosa: ne fanno parte centinaia di varietà, con fiori bianchi e crema, rosa, corallo, porpora chiaro, porpora scuro. In base alla forma del fiore si distinguono varietà a fiore semplice, semidoppio, doppio e a corona. In base al periodo di fioritura, si distinguono varietà a fioritura precoce (20 marzo – 10 aprile), intermedia (10 – 25 aprile) e tardiva (25 aprile – 15 maggio).

Coltivazione.

Peonie arboree

La peonia arborea è una pianta molto forte, semplice da coltivare e che si adatta molto bene al clima dell'Europa continentale, molto simile a quello della zona di origine.

Il periodo ideale per l'impianto delle peonie a radice nuda è da ottobre a metà febbraio. Le peonie in vaso con una zolla ben formata, possono essere trapiantate in qualsiasi periodo dell'anno, eccetto i mesi estivi.

Predilige le posizioni in pieno sole, ma nelle regioni a clima più caldo, sono da preferire le posizioni in mezzombra che permettono una fioritura più lunga. Deve essere posta in luoghi riparati dal vento.

Abbisogna di terreni freschi e ricchi, preferibilmente neutri, ma si adatta a qualsiasi tipo di suolo da subalcalino a subacido, purché ben drenato, in quanto non sopporta i ristagni idrici.

Resiste bene alla siccità e necessita di innaffiature solo in caso di piante appena messe a dimora o in assenza prolungata di pioggia, in particolare nei periodi precedenti la fioritura.

La concimazione può essere fatta con concimi organici (meglio in autunno) o chimici complessi. Prima della fioritura sono da preferire quelli a bassa contenuto di azoto.

Peonie erbacee.

Le peonie erbacee sono piante perenni, vigorose, dotate di grosse radici fusiformi e carnose. Possono essere coltivate in ampi vasi o in piena terra, ponendole a 60-80 cm l'una dall'altra. Dopo alcuni anni in vaso smettono di fiorire. Per questo motivo, periodicamente devono essere svasate, divise e ripiantate cambiando completamente il substrato.

Il periodo per l'impianto è da ottobre a fine febbraio, ma ideale è l'inizio dell'autunno. Emettono i propri getti in primavera fino a raggiungere un'altezza di 60-100 cm.

La fioritura inizia a maggio per concludersi entro la prima metà di giugno.
Per quanto riguarda l'esposizione, le esigenze sono come per le peonie arboree. Nei periodi più siccitosi va irrigata senza bagnare la vegetazione. Non sopporta ristagni idrici. A inizio autunno la pianta entra in riposo vegetativo: quando la parte aerea comincia ad essiccare, bisogna tagliare gli steli a 5-6 cm dal terreno.

La moltiplicazione si effettua normalmente per divisione delle radici, lasciando 3-4 gemme per segmento. Alla riproduzione per seme si ricorre solo per ottenere nuovi ibridi.

Piantumazione.

Scavare una buca di circa 40 cm di lato e 40 cm di profondità. Porre sul fondo, non a contatto con le radici, del terriccio miscelato a letame. Per favorire il drenaggio si può porre, al di sotto del terriccio, uno stato di ghiaia grossolana. Interrare le radici facendo aderire bene la terra. Nelle erbacee, ricoprire le gemme con 2-3 cm; per le arboree, 5-10 cm sopra il punto di innesto.

La piantumazione delle peonie
Piantumazione delle peonie

Come tagliare i fiori.

Per le peonie arboree il fiore deve essere tagliato appena sopra la gemma ascellare più alta per evitare di eliminare i getti dell'anno successivo. Nel caso delle peonie erbacee, si possono tagliare i fiori anche a livello del terreno.

Centro Botanico Moutan.

In provincia di Viterbo, ai piedi dei monti Cimini, si trova la più grande collezione d'Europa di peonie cinesi: un terreno collinare di 15 ettari interamente coltivato a peonie arboree ed erbacee. Più di 200.000 piante e oltre 600 differenti varietà appartenenti a tutte le specie botaniche e gli ibridi naturali conosciuti. Il nome Moutan trae origine dal termine “Mu Dan”, usato in Cina per indicare la peonia arborea, ed è stato scelto per questo Centro nato nel 1993 dalla ventennale e profonda passione di un collezionista, Carlo Confidati. L'idea iniziale, quella di creare un giardino monotematico attorno a una dimora privata, si è trasformata, dopo le prime straordinarie fioriture, nel desiderio di conoscere tutte le varietà e le specie di peonie arbustive cinesi esistenti ricercandole singolarmente nelle più remote regioni asiatiche e importandole in Europa per riunirle in un unico luogo, curarne il mantenimento, studiarle e promuoverne la diffusione, la conoscenza e la protezione ovunque.

Nel periodo della fioritura, aprile e maggio, lo spettacolo che si gode è straordinario. La passeggiata lungo le vie del parco permette di ammirare angoli in cui le peonie, delle diverse specie e varietà, si combinano con altre piante mediterranee, oltre a campi aperti in cui migliaia di fiori di peonia accarezzano le dolci colline. I colori spaziano dalle tonalità dei rosa, sino al porpora scuro quasi nero, dal bianco puro al giallo luminoso, al crema, dando vita ad una meravigliosa visione di colore, bellezza e opulenza.

Per informazioni:
Centro Botanico Moutan
Vitorchiano (VT) - http://www.centrobotanicomoutan.it/

Centro botanico Moutan
Centro Botanico Moutan (foto Marco Salvaterra)

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