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Quando seminare il rosmarino

Nonostante l'opzione migliore resti la "creazione" di piantine mediante la moltiplicazione per talee, esiste anche la possibilità di avviare la germinazione delle piantine di questa aromatica partendo dai semi. In generale, la semina andrebbe avviata in primavera, in modo da consentire alle piantine di crescere sane e rigogliose approfittando di un clima temperato.

Se invece volessimo optare per una moltiplicazione per talee, sarà necessario procurarsi da un arbusto di rosmarino - possibilmente attingendo dalla parte bassa della pianta - un rametto della lunghezza di 10-15 cm circa. Dopo aver leggermente spellato la corteccia sulla base del rametto (che andrà poi posizionata nel terreno), si eliminano buona parte delle foglioline, eccezion fatta per quelle posizionate sulla cima del rametto. Lasciamo quest'ultimo per circa una settimana in ammollo nell'acqua prima di piantarlo in vaso. Questa operazione andrà possibilmente effettuata in primavera.

Come seminare rosmarino in vaso

Che la sua semina sia avviata nella maniera classica o per talee, il rosmarino è perfetto per essere gestito in vaso. E' fondamentale ricordare, però, che date le dimensioni finali dell'arbusto, la piantina andrà poi trapiantata in campo aperto oppure in un contenitore più ampio.

I semi vanno inseriti all'interno di un vaso al quale andranno posti dei sassolini sul fondo (il rosmarino teme i ristagni idrici, percui il contenitore che ospiterà semi o rami dovrà garantire un corretto drenaggio idrico). Per la prima, importantissima fase di vita dell'aromatica scegliamo un terriccio asciutto e che sia ricco di concime organico (da aggiungere all'interno del vaso ogni due settimane per il primo anno di vita della pianta). Esponiamo il vaso con i semi a sud sul terrazzo, balcone o giardino, in un punto che sia ben soleggiato. In caso di gelate notturne servirà proteggere la futura coltura con dei teli non in plastica.

Come preparare il terreno alla semina del rosmarino

Il rosmarino è una delle colture più duttili ed adattabili a qualsivoglia genere di suolo. L'aromatica non teme la siccità, percui può essere seminata anche in terreni aridi, sciolti ma dal fondo sabbioso, per garantire alla coltura un corretto drenaggio dell'acqua. La sabbia sarà perfetta anche per "alleggerire" terreni argillosi o troppo compatti. No ai terreni umidi: il rischio ristagno idrico sarebbe dietro l'angolo.

Come seminare rosmarino in campo aperto

Non è pratica consueta seminare direttamente il rosmarino in orto: è più semplice, infatti, trapiantare piantine nate in vaso generate da semina classica o moltiplicazione per talee. Tuttavia, se vogliamo cimentarci in questa "impresa", ricordiamo prima di tutto di mettere in ammollo i semini in acqua per qualche ora per amplificare il loro potere germinativo. Non occorrerà utilizzare troppo liquido: la quantità d'acqua deve essere due volte superiore alla dimensione dei semi.

In caso di trapianto di piantine germinate in vaso, possiamo inserire le neonate aromatiche in campo aperto una volta che esse abbiano raggiunto almeno i 7,5 cm di altezza.

Come impostare il sesto di impianto per il rosmarino

Date le dimensioni dell'arbusto - si tratta di una coltura cespugliosa, quindi parecchio voluminosa - qualora si volesse creare una coltivazione di più piante di rosmarino è essenziale che esse siano distanti l'una dall'altra dai 50 ai 70 cm. In genere, però, basta una sola coltura in giardino o in orto per soddisfare le esigenze familiari.

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questo post è un contributo speciale per la Hive Garden Journal Challenge , dove giardinieri di tutto il mondo condividono storie di giardinaggio. Abbiamo piantato zenzero nella nostra fattoria e il racconto di oggi riguarda la semina, la raccolta, il lavaggio, la preparazione e infine la vendita al mercato locale. Abbiamo raccolto quasi cinque sacchi di zenzero autoctono. Ogni sacco pesava circa 50 chili, per un totale di 250 chili. Il prezzo di mercato oggi è di 110 pesos al chilo, ovvero quasi 2 hbd, il che è già giusto. A volte può arrivare fino a 200 pesos al chilo, ma abbiamo scelto di vendere ora perché abbiamo dei progetti: io e mio marito vogliamo usare i soldi per finanziare la coltivazione della canna da zucchero e pagare alcuni debiti.

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Ciò che apprezzo davvero della coltivazione dello zenzero è che non è costoso da coltivare e non richiede particolari attenzioni. Anche se lo si lascia crescere per un po', continua a crescere sottoterra.

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Un altro vantaggio dello zenzero è che non bisogna affrettarsi a venderlo. Se il prezzo è basso, si può ritardare la raccolta e aspettare il momento giusto. Non si deteriora facilmente. Questo ci dà un maggiore controllo, a differenza di altre colture che devono essere vendute immediatamente.

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Dopo la raccolta, abbiamo lavato e pulito accuratamente lo zenzero. Abbiamo rimosso la terra e lo abbiamo potato per renderlo fresco e pronto per il mercato. Molti clienti preferiscono lo zenzero autoctono per il suo aroma più intenso e il sapore più piccante. Ha un sapore deciso che si distingue davvero, perfetto per cucinare.

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E’ sempre una sorpresa per chi si riavvicina al mondo delle erbe utili e buone, scoprire che tante erbe officinali, mangerecce e in un qualche modo “note” sono in realtà quelle che accompagnano le passeggiate fuori città, proprio le più comuni e frequenti! 


Molte sono viste con fastidio dal contadino, che per questo le chiama malerbe, altre crescono abitualmente lungo i sentieri e resistono senza difficoltà al calpestio, altre ancora sono così tenaci da crescere nelle crepe dell' asfalto o sui muri.


Spesso i loro ambienti di crescita sono legati in maniera diretta o indiretta alla presenza dell' uomo, come i campi, gli incolti, le cavedagne, i sentieri, i cigli stradali, le massicciate ferroviarie, gli ambienti ruderali, ecc.



Dove raccogliere delle buone erbe selvatiche.


Molte erbe crescono nelle siepi, che spesso costituiscono un vero rifugio in mezzo al deserto delle monocolture. Spesso sono erbe banali ma non per questo meno oggetto di meraviglia e utili rispetto a tante altre piante più famose e celebrate per l’eleganza e il valore ornamentale.


Molte volte dietro a queste erbe si cela una lunga storia, un' origine lontana, un loro antico uso come erbe curative ed anche come verdure, un passato di tradizioni popolari un tempo comuni e diffuse e attualmente addormentate e dimenticate.


Il valore benefico delle erbe selvatiche.


Sicuramente, per godere al massimo del valore benefico delle erbe selvatiche è importante che gli ambienti di crescita e di raccolta siano il più possibile esenti da fonti inquinanti, per evitare la presenza di sostanze estranee assorbite dalle radici o trattenute sulle foglie.


Proprio perché molte di queste erbe si trovano comunemente lungo i bordi delle strade, nei campi coltivati, nei pascoli, bisogna essere sicuri che siano prive di sostanze tossiche o di germi patogeni.


Leggi anche: Novel food, il cibo del futuro: alghe, meduse e insetti riervano alla nostra dieta qualche sorpresa.

 

Gli ambienti della crescita.



Sui cigli stradali si depositano i gas inquinanti del traffico motorizzato, i campi coltivati invece possono essere stati irrorati con pesticidi, così pure i giardini in certi periodi dell' anno subiscono trattamenti con prodotti pericolosi. I canaletti di scolo in una zona coltivata sono da evitare perchè potrebbero ospitare in elevata concentrazione i residui dei pesticidi percolati dai campi.


Le piante raccolte in territori frequentati da cani o pascolati potrebbero essere contaminate dagli escrementi di qualche animale infetto, per cui è bene lavarle con cura o cuocerle. Infine è bene trattenersi dal raccogliere le erbe lungo i bordi di laghetti e stagni nelle vicinanze di industrie.


D’altra parte le erbe che crescono in ambienti naturali, dove meno si risentono gli effetti negativi dell' inquinamento, vegetano meglio e di conseguenza sono maggiormente ricche in principi nutritivi.



Qualità e principi salutari.

Per assicurarsi le qualità e i principi salutari delle piante è senza dubbio meglio coltivarle naturalmente, senza usare sostanze chimiche ma avvalendosi di prodotti di origine naturale; macerato di ortica ed equiseto al posto di pesticidi, concimazioni a base di letame e humus, polvere di rocce e cenere di legna per arricchire il contenuto in minerali del terreno. 


Infine, quelle piante più adatte e di uso frequente possono essere cresciute in vasi ed ospitate sui balconi di casa, a nostra immediata disposizione e uso.


Dove crescono.


Molte erbe crescono nelle siepi, che spesso costituiscono un vero rifugio in mezzo al deserto delle monocolture. Spesso sono erbe banali ma non per questo meno oggetto di meraviglia e utili rispetto a tante altre piante più famose e celebrate per l’eleganza e il valore ornamentale.


Molte volte dietro a queste erbe si cela una lunga storia, un' origine lontana, un loro antico uso come erbe curative ed anche come verdure, un passato di tradizioni popolari un tempo comuni e diffuse e attualmente addormentate e dimenticate.

L’aglio è un condimento particolarmente diffuso nella dieta mediterranea: presente in numerose ricette, oltre in cucina è conosciuto per le sue potenti proprietà antibatteriche, che lo rendono un ottimo rimedio naturale per le infezioni del cavo orale e dell’apparato digerente. Non è però tutto, poiché l’aglio è mediamente semplice da coltivare, anche in casa.


L’Allium sativum, questo il nome scientifico, è una pianta bulbosa della famiglia delle Amaryllidaceae. Dall’intenso odore e dalla caratteristiche inflorescenza sul fusto, agli scopi alimentari e nella medicina tradizionale vengono utilizzati i bulbi. 


Coltivato in modo ubiquitario su tutto il pianeta, l’aglio si caratterizza per la presenza di elementi utili all’organismo: l’antibiotico naturale dell’allicina, ma anche l’allina. Utilizzato crudo o cotto, spesso anche in soffritti, la conservazione richiede un luogo buio e asciutto.

La coltivazione dell’aglio.


La coltivazione dell’aglio si realizza tramite gli spicchi del suo bulbo – detti anche bulbilli – separati l’uno dall’altro. Questi possono essere acquistati da qualsiasi rivenditore di prodotti per l’orto, in alternativa si possono sfruttare anche gli spicchi di un esemplare da cucina, purché non trattato e da coltura biologica. Tale necessità deriva dall’assenza di ritardanti chimici e pesticidi, spesso utilizzati per impedire la pianta germogli e giunga a piena maturazione.


Interramento.


Prima di procedere all’interramento, bisogna verificare la presenza dell’apparato radicale alla base del bulbo: un elemento delicato e lanoso che serve imprescindibilmente alla pianta per poter crescere. 


Molto importante è anche la scelta del terriccio: deve essere compatto ma non troppo solito, quindi efficacemente drenato.


Irrigazione.


L’acqua, infatti, tende a far marcire i bulbilli, rendendo così impossibile il successivo raccolto. 


La temperatura media di crescita è di circa 15/20 gradi, ha una buona resistenza agli agenti atmosferici e non servono particolari ripari, poiché ama le zone mediamente soleggiate.


Crescita.


La crescita avviene infine per germinazione dal bulbillo originario, a seconda delle sostanze nutritive in esso contenute: di conseguenza, più è grande lo spicchio, maggiori sono le possibilità di ottenere un buon raccolto. 


Non ultimo, può essere sfruttato anche come semplice pianta ornamentale qualora non si desiderasse ricorrervi come ingrediente e condimento delle ricette.



Stabilite le caratteristiche della pianta e le esigenze di sviluppo, si può passare alla coltivazione vera e propria. Ottenere un gran numero di esemplari è mediamente semplice: una volta piantato, l’aglio non richiede particolare opere di manutenzione. Inoltre, nelle zone temperate è normalmente sufficiente l’acqua piovana per garantirne la corretta crescita. 


Un suggerimento utile potrebbe essere quello di controllare con le mani nude una piccola zolla di terreno: se risulta poco umida ed estremamente friabile, è necessario un’irrigazione di contenuta intensità.


Per la coltivazione in un piccolo appezzamento, ad esempio un orto improvvisato in giardino, si prendono i bulbi e li si inseriscono nel terreno a circa 3 centimetri di profondità, facendo attenzione a non capovolgerli: l’apparato radicale deve essere sempre rivolto verso il basso. 


Se si preferisce piantarlo in un vaso, magari da conservare sul balcone di casa, si cerchi un contenitore in terracotta di circa 30 centimetri in altezza e larghezza variabile a seconda del numero di bulbi a disposizione. 


Si predisponga sul fondo uno strato di ghiaia, per agevolare il deflusso dell’acqua, quindi si provveda all’inserimento del terriccio fino all’orlo. Particolare attenzione va prestata alla distanza tra un bulbo e l’altro, mai inferiore ai 10-15 centimetri.


Durante la crescita, l’aglio svilupperà gli scapi floreali: delle foglie strette e arrotondate verso l’alto, preparatorie all’inflorescenza. Quando tali scapi iniziano a seccare, spesso in corrispondenza con la tarda estate, si estrae a strappo il bulbo dal terreno e lo si lascia a essiccare all’aperto per circa una settimana. 


Quindi si rimuovono le tuniche esterne e, con il fusto delle piante, si realizzano delle trecce che permetteranno di appendere agilmente l’aglio in un posto buio e asciutto, pronto per la pulitura finale e la successiva consumazione.

Le piante di Erbe Aromatiche richiedono meno attenzioni rispetto alle altre piante dell’orto; tanto è vero che spesso rischiamo di dimenticarcele.

L’angolo più asciutto e soleggiato del nostro orto è tutto ciò che ci chiedono per mantenersi in buona salute.

Sono effettivamente piante molto rustiche ma sanno dare un tocco veramente speciale ai nostri cibi.

Senza le aromatiche molte ricette della cucina mediterranea perderebbero l’unicità che le contraddistingue, profumi, aromi e sapori unici.
Le piante di Erbe Aromatiche richiedono meno attenzioni rispetto alle altre piante dell’orto

Le erbe aromatiche servono per mantenerci più sani.

Fermarsi un momento a leggere le proprietà utili per il nostro organismo di molte aromatiche, anche tra le più classiche, come Salvia o Rosmarino, ci fa accorgere di quanto sarebbe importante utilizzarle più spesso nei piatti di ogni giorno, per mantenerci più sani ed aiutarci a rimediare ad alcuni dei comuni errori della dieta moderna.



Per questo è utile conoscerle ed imparare ad aggiungerle alle nostre preparazioni.

Le erbe aromatiche servono a rimediare ad alcuni dei comuni errori della dieta moderna.


Gli usi in cucina dell'aneto.


Vediamo, nel dettaglio, gli usi in cucina e le virtù di alcune tra le erbe e spezie più note.

L'aneto è simile al finocchio e al finocchietto selvatico ma più  delicato.



Ottimo con il pesce, spesso abbinato al salmone, ma  anche con formaggi freschi ed omelette.
Usato generalmente nelle marinate e per arricchire  sughi per la pasta.

Stimolante generale, digestivo,  carminativo (favorisce l'espulsione di gas  nello stomaco e nell'intestino)
Vediamo, nel dettaglio, gli usi in cucina e le virtù di alcune tra le erbe e spezie più note.

Le proprietà dell'aneto.

Le proprietà dell’aneto si evidenziano soprattutto a livello gastrointestinale. Questa pianta è ottima ad esempio per chi ha problemi di digestione, meteorismo o soffre di coliche e crampi allo stomaco. L’aneto è inoltre in grado di combattere l’alitosi e grazie al suo potere diuretico è un rimedio naturale interessante per chi soffre di cellulite o ritenzione idrica.

Grazie alla presenza di alcuni oli essenziali presenti nell'aneto, questa erba aromatica è in grado di stimolare la bile e i succhi gastrici, allo stesso tempo migliorando la peristalsi intestinale. Ha inoltre doti depurative e calmanti, se assunta prima di dormire, aiuta a riposare meglio.
Le proprietà dell’aneto si evidenziano soprattutto a livello gastrointestinale.

Sembra poi che l’aneto abbia anche proprietà antimicrobiche e antifungine, dunque potrebbe rivelarsi un ottimo alleato del nostro sistema immunitario.

L’aneto vanta infine proprietà anticancro grazie alla presenza di alcuni prinicipi attivi chiamati monterpeni. Queste sostanze sono in grado di stimolare e di attivare la secrezione di un enzima chiamato glutathione-S-transferase, un potente antiossidante che sarebbe in grado di neutralizzare alcuni agenti cancerogeni.

Ricettario.

Leggi anche: La raccolta delle erbe selvatiche è un momento magico di gratitudine verso la natura.
Ecco 5 ricette con ingrediente l’aneto (in collaborazione con La Cucina Di Susana)

Zabaione salato all’aneto con puntarelle.
Zabaione salato all’aneto con puntarelle
Tartine di aringhe all'aneto.
tartine_all'aneto
Salmone in crosta di aneto



Fricassea di coniglio con pomodori e aneto

Orate al forno con le mandorle.
Orate al forno con le mandorle
Le erbe aromatiche e le spezie sono una componente preziosa in cucina.

Rendono i piatti più saporiti; conferiscono aroma e gusto consentendo di ridurre l'uso del sale da cucina il cui abuso porta spesso a patologie da non sottovalutare.

Ma non sono solo buone, sono anche salutari.

Sono, infatti, ricche di vitamine e sali minerali.

Stimolano i processi digestivi, sono antifermentative, antiinfiammatorie, limitano la proliferazione dei batteri e tonificano gli organi interni.
Le erbe aromatiche sono una componente preziosa in cucina.

Le erbe aromatiche e le spezie conferiscono aroma e gusto.


È importante ricordare che la maggior parte di queste va utilizzata fresca, aggiunta a crudo o solo negli ultimi istanti di cottura.

Gli oli essenziali contenuti in esse, infatti, si disperdono con il calore annullando le loro benefiche proprietà.

Le erbe aromatiche sono una componente preziosa in cucina.


Molte erbe e spezie sono largamente utilizzate in cucina da chiunque e ben conosciute: rosmarino, salvia, alloro, prezzemolo, basilico tra le prime; chiodi di garofano, peperoncino, zafferano, cannella tra le seconde.
Leggi anche: Consigli e Segreti per un impiego domestico delle buone erbe dei campi: come raccoglierle.
Ma ve se sono veramente molte e tutte salutari e di ottimo gusto che ci aiuteranno a dare un tocco in più ai nostri piatti ed una sferzata al nostro organismo.

Per questo è utile conoscerle ed imparare ad aggiungerle alle nostre preparazioni.

Vediamo, nel dettaglio, gli usi in cucina e le virtù di alcune tra le erbe e spezie più note.


Proprietà, usi e benefici dell'alloro.

Le foglie di alloro possono essere raccolte e utilizzate tutto l'anno, ma risultano particolarmente ricche di principi benefici e di essenze aromatiche durante l'inverno e all'inizio della primavera. 

Le bacche, invece, simili quando mature a piccole olive scure, si raccolgono tra ottobre e novembre.

  • Insaporisce sughi e intingoli.
  • Ottimo con pesce e selvaggina.
  • Si usa nella cottura dei legumi.
  • Stimolante generale, antisettico e digestivo

Ricettario.


Ecco 5 ricette con ingrediente l’alloro (in collaborazione con La Cucina Di Susana)

Zuppa di ceci alloro e aglio rosso.
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Orata alle erbe provenzali.
Orata alle erbe provenzali
Mousse di fagiano al cognac.

Mousse di fagiano

Coniglio farcito con le carotine.
coniglio farcito con le carotine

Arista di maiale al forno, con la variante al latte.

La Grazia del raccoglitore.
Il momento della raccolta è un momento magico, in cui, con piena gratitudine e rispetto, entriamo in stretta relazione con il mondo vegetale.

L’arte del raccoglitore si esprime nel saper mantenere quella grazia che si espande dalle piante formando un’ armoniosa orchestra fatta di aromi, colori ed energie.

Una semplice pressione può compromettere il raccolto dell’aroma, del profumo, dell’odore e del principio attivo.

Le mani del raccoglitore dovrebbero conoscere e sentire le piante come quelle di un pianista sente e conosce i tasti del pianoforte. La raccolta diviene quindi un momento di scambio tra la pianta che trasmette i propri aromi, colori e essenze, e il raccoglitore che trasmette i migliori valori del suo sentire attraverso i suoi pensieri ed il suo agire.
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La raccolta delle erbe selvatiche.

Di certo poter avvicinarsi all’ambiente naturale e alle piante con questa consapevolezza ci può aiutare a entrare in stretta sintonia con la natura, senza correre alcun rischio di danneggiarla e assicurandoci un raccolto di grande qualità.

Quando raccoglierle.

Il periodo più adatto alla raccolta è il "tempo balsamico", che corrisponde al momento in cui la pianta è più ricca dei suoi principi attivi. La droga può essere il fiore, la corteccia, le foglie, il frutto, la radice e ogni droga ha il suo tempo balsamico.

Le regole.

Le regole sono abbastanza semplici e generali:
per la corteccia, il tempo balsamico è quello della ripresa vegetativa, in primavera, nel momento di risalita della linfa;
per le radici, quando la pianta è a riposo ; per le gemme, quando queste sono ancora chiuse e la perula non si è ancora staccata (la perula è la fogliolina scura, coriacea, che ricopre e protegge la gemma); la sommità fiorita prima che i fiori siano completamente aperti; le foglie in primavera inoltrata, prima chela pianta fiorisca.
La raccolta delle erbe selvatiche è un momento magico di gratitudine verso la natura.Twitta
Sarebbe inoltre meglio tener anche conto dell’influsso della luna e dei pianeti: allora la parte aerea della pianta ( fiori, foglie, semi e frutti) si raccoglie con la luna in fase crescente: i fiori nei segni d'aria (gemelli, bilancia e acquario), le foglie nei segni d'acqua (cancro, scorpione, pesci), i frutti e i semi, nei segni di fuoco (ariete, leone, sagittario).

Le radici vanno dissotterrate in luna calante, nei giorni di terra (toro, vergine e capricorno), sia per consumarle fresche che per conservarle.
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Come conservarle.

Vi sono diversi modi per usufruire di queste piante anche nei periodi in cui non sono reperibili.
Tramite l' essicazione le erbe mantengono inalterate le proprietà terapeutiche per un anno.

Le erbe essiccate servono per la preparazione di infusi, tisane e decotti oppure, polverizzate, per arricchire sughi e minestre.
Leggi anche: Consigli e Segreti per un impiego domestico delle buone erbe dei campi: dove raccoglierle.
E’ preferibile raccogliere le erbe destinate ad essere essiccate al mattino, evitando l' umidità della pioggia o della rugiada. Successivamente vanno pulite, senza bagnarle, per non disperdere i principi attivi idrosolubili.

Gli organi sotterranei vanno spezzettati e tagliati in più parti. L' essiccamento dovrebbe essere fatto in ambienti aerati, lontano dal sole diretto, e a temperature non troppo alte (massimo 40°C) per proteggere i principi attivi temolabili o particolarmente volatili: le piante possono essere legate in mazzi e appese, oppure distese sui telaietti per essiccare funghi e pasta fatta in casa o in cassette di legno con della carta sul fondo; il tutto va coperto con una zanzariera, così da salvaguardarle dagli insetti e la polvere.

E’ preferibile raccogliere poche piante alla volta, in modo da poterle sistemare subito per l'essicazione, perché se passa molto tempo dalla raccolta potrebbero rovinarsi. Per la conservazione e per allontanare gli insetti può essere usato l'Assenzio ( Artemisia absinthium) che tramite il suo forte odore allontana gli insetti.

Le foglie vanno distese, scartando quelle intaccate dagli insetti che potrebbero lasciare uova ed escrementi.

Il materiale, durante l'essiccamento, deve essere rivoltato alcune volte nella giornata per evitare l’insorgere di processi di fermentazione e la presenza di muffe. La droga è essiccata al punto giusto quando è secca e friabile Una volta essiccate, le erbe, vanno sistemate in appositi vasi e recipienti di vetro scuro di maiolica o di latta, in ambienti asciutti e riparati dalla luce viva, ancor meglio se in luna calante. E’ consigliabile scrivere la data di raccolta.



Un’alternativa semplice per poter disporre durante tutto l'anno delle piante selvatiche è la surgelazione, utilissima per le piante mangerecce.

Possiamo surgelare direttamente gli organi sotterranei, i frutti o quelle parti vegetative particolarmente consistenti e carnose (ad esempio la portulaca, o la rosetta basale della piantaggine e del tarassaco).

Negli altri casi è meglio fare precedere la surgelazione da una rapida scottata in pochissima acqua bollente (come ad esempio con l’ortica, la malva, il rosolaccio, la senape selvatica, gli strigoli, il farinello e la podagraria).

Infine il sale, l'aceto, l'olio, la bollitura a bagnomaria, l' alcool, sono ancora altri validi mezzi da considerare per la conservazione delle erbe selvatiche.

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Anche la sezione dedicata agli Alberi da Frutta con  i lavori da fare e le tecniche di coltivazione hanno avuto il suo riscontro.

Valutate anche voi il giudizio degli altri lettori.

Ecco a voi il riassunto.


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IL «POMODORO DA SERBO» NON VA IRRIGATO E SI CONSERVA FRESCO SINO A PRIMAVERA.

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MANGIARE SANO, MANGIARE BENE: IL GRANDE E VARIEGATO MONDO DELL'ALIMENTAZIONE
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Il prezzemolo è un prodotto dell’orto immancabile in cucina: ravviva le pietanze, è l’ingrediente di molte ricette ed esalta erbe e altri condimenti. Impiegato spesso per sughi e salse, la pianta può essere coltivata anche in casa, in un vaso in balcone o in un piccolo appezzamento esterno.

Il Petroselinum crispum, questo il nome scientifico, è una pianta biennale che può crescere spontaneamente nelle zone di clima temperato, sebbene sia molto più frequentemente coltivato a scopo alimentare. Della famiglia delle piante erbacee, a piena maturazione presenta delle foglie triangolari dal contorno frastagliato, mentre i fiori caratteristici hanno una disposizione a ombrello, con tanti steli e altrettante inflorescenze bianche.

Le foglie e il fusto – e in alcune ricette particolari anche le radici – sono normalmente utilizzate in cucina. Inoltre, ha effetti anche per la salute dell’organismo: in impacco può lenire il prurito da punture d’insetto, mentre a uso interno può avere effetti diuretici e disinfettanti dell’apparato urinario.

prezzemolo