Visualizzazione post con etichetta Manutenzione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Manutenzione. Mostra tutti i post

Supervisore dei lavori edili raccolto marzo 2025.jpg

Venerdì mi sono alzata tardi. Ho spedito la posta, ho ripulito la cucina e mi sono fatta una doccia prima che la mia amica aiutante arrivasse alle 8 del mattino. Il nostro supervisore era al lavoro mentre ci preparavamo ad allestire il tavolo rotondo.

Raccolta di Roundtop marzo 2025.jpg

Ci abbiamo messo circa due ore e mezza. Poi siamo usciti.

Piccoli alberi - 9.Contendente collage di testo potato di pesche marzo 2025.jpg

Il mio aiutante aveva già iniziato a lavorare sulla pesca Little Trees 9.Contender prima che potessi uscire. Abbiamo ripulito la maggior parte del materiale incrostato al centro dell'albero e definito meglio l'impalcatura. È ancora pendente, ma cercheremo di riempire l'altro lato.

Piccoli alberi II - 6.Reliance.peach potata collage testo ritaglio marzo 2025.jpg

Poi siamo passati al Little Trees II 6. Reliance Peach. Abbiamo creato 3 strati di impalcatura, quindi spero che sia abbastanza aperta. È stato molto più facile rimettere la gabbia sopra.

New West - alcova, violette in crescita marzo 2025.jpg

Nuova alcova occidentale, le violette sono spuntate

Siamo rientrati e abbiamo dato un'occhiata a come potare i susini. Spero di riuscirci martedì. Lui è uscito a mezzogiorno e io mi sono preparata per andare a un evento al centro anziani.

Il raccolto di Ben and Ed Show di marzo 2025.jpg

Ho già parlato di questi due artisti, The Ben and Ed Show. Sono così allegri e allegri; è davvero bello vedere qualcosa del genere. Da lì sono andato in fisioterapia, mi sono alzato presto e sono tornato a casa alle 14:45.

Mi sono seduto per riposarmi e circa mezz'ora dopo è arrivato l'appaltatore per iniziare i lavori di riparazione della paratia.

Riparazione del ritaglio della paratia marzo 2025.jpg

Uno dei cardini della porta si era rotto e ci ha messo un bel po' a ripararlo. Ma la porta è pesante, il metallo vecchio e arrugginito, e si è rotto di nuovo. Quindi, si torna al tavolo da disegno.

Mi ero messo il cappotto caldo, ma lì fuori mi sono raffreddato. Una volta che se n'è andato, ho dato da mangiare al povero gatto, ho acceso il fuoco con le tende e ho preparato la cena. Ero a letto alle 21:00.

Sabato devo svuotare il capanno dei rifiuti. Dovrebbe piovere a intermittenza per tutto il giorno, ma c'è un periodo di non pioggia tra le 7 e le 8 del mattino, quindi sarò lì a quell'ora nella speranza di finire senza avere freddo e senza bagnarmi. Non ho in programma molto altro per la giornata.

Source

1.- Faraona domestica allevata e apprezzata per la sua ottima carne già dai Greci e poi dai Romani.

Faraona domestica allevata e apprezzata per la sua ottima carne già dai Greci e poi dai Romani.

La faraona domestica deriva, secondo il Ghigi, dalla Numida meleagris meleagris L. (sinonimo Numida meleagris galeata) specie originaria dell'Africa occidentale. E' allevata e apprezzata per la sua ottima carne già dai Greci e poi dai Romani. Sembra sia scomparsa a seguito delle invasioni barbariche e reintrodotta in Europa nel Medio Evo dai Portoghesi. Animale molto timido e sospettoso,

Leggi il resto dell'articolo ... »


Il rosmarino, Rosmarinus officinalis, cresce senza tante cure, basta sistemarlo in terreni ben drenati, assicurargli una posizione riparata e soleggiata ed evitare eccessive irrigazioni.
Se puntate però a raccolti frequenti e abbondanti sarà necessario rinnovare la sua coltivazione sostituendo via via le vecchie piante lignificate e meno produttive, con altre più giovani. Niente paura, si può fare tutto da soli e in totale economia, vediamo come.
Sfruttando la capacità del rosmarino di moltiplicarsi per talea, da ogni pianta esistente ne potrete creare di nuove. Saranno sufficienti dei piccoli vasi (10 cm - 12 cm di diametro) e del terriccio.
rosmarino-1

Al rientro delle vacanze i lavori da fare nell'orto e nel giardino non sono pochi: ecco cosa fare a settembre!

Siete andati in vacanza ma non avrete mica dimenticato il vostro giardino e il vostro orto? Se avete seguito con cura i consigli per annaffiare le piante durante le vostre vacanze, avrete buone probabilità di trovare tutte le piante vive: se siete stati disattenti il primo passo è invece quello di eliminare tutto quello che è seccato durante la vostra assenza!

orto-settembre

I LAVORI NELL’ORTO
Raccogliete gli ultimi pomodori e insalate: prima del grande freddo raccogliete anche tutte le erbe aromatiche del giardino, fatele essiccare o utilizzatele per un sale aromatico o un olio aromatizzato da usare tutto l’anno.

Raccogliete le zucche ornamentali del vostro orto e lasciatele seccare al sole prima di usarle come centrotavola.

Concimate quindi appropriatamente il terreno e preparate la semina per prezzemolo, ravanelli e spinaci. Per tutto il mese di settembre potrete avere ancora tenere foglie di insalata dal vostro orto. Per l’inverno cominciate invece a trapiantare cipolle, aglio e broccoli: perfette per le colture invernali anche i cavoli e verze, che richiedono però un certo spazio.

giardino-settembre

I LAVORI NEL GIARDINO.
Anche nel giardino la prima cosa da fare è raccogliere tutti i fiori e le foglie secche che si sono accumulate durante la vostra assenza: non buttateli ma usateli per creare un compost nutritivo per le piante.

Cominciate a diminuire la quantità di acqua che utilizzate per annaffiare le piante, e affilate le forbici da giardiniere: comincia il periodo delle potature per gli alberi da frutto, ma procedete solo quando le temperature si saranno abbassate!

Questo è anche il momento ideale per creare della talee: potete fare delle talee di rosmarino, di mentao di sanseviera! Lasciate infine che i fiori del vostro giardino estivo diano gli ultimi segnali di vita e preparatevi a scegliere con quali fiori sostituirli nel caso in cui vogliate un giardino fiorito anche in inverno.

Ultimo tocco per il vostro giardino è scegliere i bulbi a fioritura invernale: cominciate anche a procurarvi tutto il necessario per proteggere le piante dal freddo inverale,  meglio essere sempre preparati ai cali improvvisi di temperature!

Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:


Tipi di potatura:

Rimonda: con questo termine si indica la rimozione di rami secchi. Lo scopo è di prevenire le rotture e di eliminare i rami secchi che possono essere inoculo di patogeni. Tale intervento può essere eseguito in ogni momento in quanto non va a modificare la fisiologia della pianta.

Alleggerimento: si lavora rami ipocormici ed epicormici. . Si va a modificare l’età della pianta e il suo vigore. I tagli sono ridotti e solamente sui rami.

Selezione: si opera in tale modo per eliminare difetti, incroci, sfregamenti. Il taglio è effettuato sul fusto.

potare attrezzi

Ricostruzione: per gli alberi già capitozzati si può eseguire la ricostruzione della chioma. Vengono scelti i rami più forti e meglio inseriti e si riducono con tagli di ritorno. Lo scopo è quello di dare all’albero una forma più simile possibile a quello naturale, di ridurre nel tempo gli interventi drastici mantenendo l’ albero in sicurezza. E’ un’operazione che va eseguita periodicamente per ottenere buoni risultati.

Spalcatura: operazione di potatura che prevede l’eliminazione dei rami più bassi per permettere il passaggio di mezzi e persone. Tale operazione, prevedendo le necessità di passaggio, è meglio effettuarla in fase giovanile.

Potatura di contenimento e equilibratura: a volte può essere necessario intervenire su una pianta per limitarla nella dimensione, per permettere il passaggio di cavi aerei o per equilibrare la sua chioma. I tagli da effettuare devono essere programmati attentamente per rispettare il portamento e la fisiologia dell’albero.

Taglio-siepi

Punte codominanti: tale sviluppo, che in alcune specie è più frequente, dev’essere eliminato il prima possibile per evitare problemi strutturali e tagli troppo grandi.

Forcella con corteccia inclusa: le forcelle possono avere due forme: a U o a V: Quelle a V possono avere la corteccia inclusa. Con il tempo tale problema porta al cedimento di una delle due branche interessate.

Taglio di ritorno: tecnica che permette l’accorciamento di un ramo rispettando la fisiologia della pianta. Deve essere rispettato il rapporto tra ramo principale e quello di ritorno.

Potatura a tutta cime: tecnica che non elimina la cima e quindi riduce la produzione di polloni.

Potatura in forma obbligata: gli alberi che sono stati allevati in forma obbligata necessitano di potature che mantengano tale forma.

Potature verde (estiva): le piante, durante il periodo estivo, vanno in riposo vegetativo. Ed è questo il momento migliore per effettuare tale tipo di potatura. I tagli effettuati si chiudono più facilmente.  Si opera su una piccola porzione della chioma, in modo da ridurre la potatura invernale. E’ utile per ridurre il vigore di piante particolarmente attive.                  

La stagione estiva inoltre è un buon momento per effettuare la rimonda del secco in quanto esso risulta particolarmente evidente.

potatura2_thumb3

Capitozzatura

Tecnica largamente utilizzata, soprattutto lungo i viali alberati ma non solo, che prevede il taglio drastico ed indiscriminato senza rispettare la fisiologia, la struttura e le necessità dell’albero. Consiste nel taglio internodale utilizzato per ridurre l’albero in altezza e dimensione.

Conseguenze:

- La reazione dell’albero in seguito alla capitozzatura è una produzione smisurata di rami nel tentativo di ricostruire l’apparato fogliare necessario alle sue funzioni vitali. I rami prodotti da gemme dormienti sono lunghi ed esili, mal inseriti e di facile rottura. Per la ricostruzione della chioma, l’albero consuma grandi quantità di energia immagazzinata invece per altre funzioni (difesa da insetti e malattie, riserve in caso di crisi idriche, funzioni dell’apparato radicale…); ciò fa si che l’albero sí indebolisca, riduca le sue capacita di difesa e abbia minore capacità di ripresa in caso di eventi straordinari. Le sue aspettative di vita si riducono.

- I tagli necessari per eseguire la capitozzatura sono spesso troppo estesi e mal posizionati per venir cicatrizzati. L’applicazione di mastici cicatrizzanti é inutile. Tali tagli sono la via preferenziale per l’ingresso di parassiti e patogeni. Ciò comporta la necessità di un controllo periodico dei tagli.

potatura ulivo

- Le parti dell’albero che noi normalmente osserviamo sono la chioma e il fusto, ciononostante l’apparato radicale é ugualmente importante. Le radici infatti hanno una doppia funzione: assorbimento dell’acqua e delle sostanze nutritive dal terreno e ancoraggio. La lesione del fusto e l’asportazione dell’intera chioma portano a una morte e marcescenza di parte dell’apparato radicale ad esse connesso. Con conseguenze facilmente immaginabili.

- L’albero perde completamente la sua dignità e la sagoma caratteristica di ogni specie. Perde il suo valore economico, paesaggistico ed ambientale.

- I costi, all’inizio apparentemente minori, si ripresentano periodicamente per la gestione dell’albero: taglio periodico dei polloni per scagionare il rischio di rottura, controllo dei tagli per verificarne lo stato di salute, vita più breve e di conseguenza anticipata sostituzione.

Soluzioni:

Un albero capitozzato necessita una frequente manutenzione ordinaria. In alcuni casi è possibile operare un’operazione di ripristino con l’obiettivo di ricostruire parzialmente la chioma. Se si ha la necessità di potare un albero e di ridurre una parte di esso é possibile effettuare una potatura a regola d’arte nel pieno rispetto dell’albero e con costi di gestione futuri ridotti.

E’ fondamentale, nella scelta dell’essenza, optare per alberi della dimensione adeguata al luogo dove verranno piantati ed effettuare una potatura di impianto e di formazione corretta.

potatura-alberi-ornamentali_thumb3

Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

In ambienti antropizzati, bisogna intervenire con la potatura prevedendo ciò che l’albero farebbe, senza il nostro intervento, negli anni successivi. Questo ci permette di mantenere un albero sicuro e vitale, di mantenere la sua forma naturale e farlo resistere agli attacchi da parte di parassiti e patogeni.

In ambito ornamentale, per operare una corretta potatura, è fondamentale individuare la famiglia a cui appartiene l’albero in questione.

potare009

Quando intervenire con la potatura:

La potatura è indispensabile fin dalla  fase giovanile del soggetto arboreo. L’operazione previene interventi più invasivi e costosi in futuro. E’ importante poi effettuare potature ad intervalli regolari per mantenere l’albero sicuro e in salute.

Poiché il taglio è uno delle vie d’entrata dei vari patogeni degli alberi; Intervenedo con regolaritá e rispettando il colletto, si possono effettuare tagli di dimensioni inferiori ai 10 cm facilmente cicatrizzabili dall’albero.

Le piante consumano diverse quantità di energia a seconda delle attività che stanno svolgendo. Per questo motivo i periodi migliori per effettuare la potatura sono durante il riposo vegetativo. E’ da evitare la potatura sia durante la germogliazione che durante la perdita delle foglie in quanto i livelli di riserva energetica sono al minimo.

Potatura siepe (immagini tratte dal web)

La potatura del secco è possibile effettuarla in qualsiasi periodo; bisogna tener conto che quando la chioma è verde il secco è più evidente e il lavoro del potatore è più agevole. Caso particolare è per betulla, noce, vite…la potatura deve avvenire prima che vada in succhio per evitare “il pianto”.

Sulle conifere, avendo esse un sistema differente dalle latifoglie (sono alberi preistorici), si può lavorare in ogni momento ad eccezione del periodo estivo in cui l’attività linfatica è al suo massimo.  Le conifere si comportano in modo diverso dalle latifoglie e per questo motivo non è possibile potarle con la stessa tecnica.

schema_potatura

Da considerare inoltre la quantità di chioma asportata:

- 10% ottimo. La pianta non ne risente.

- 30% è il limite per cui si può considerare corretta la potatura. La pianta consuma tutto e non produce piú riserve di energia.

- oltre il 30% l’albero comincia soffrire. Interrompe la funzione riproduttiva, non crea più riserve energetiche necessarie per i periodi critici, consuma energia per ristabilire la sua chioma, le radici non vengono più nutrite correttamente.

- eliminazione totale della chioma: l’albero va in deficit, consuma tutte le sue riserve per ricostruire la sua superficie fogliare. I rami, che naturalmente l’albero posiziona e bilancia con la massima cura e perizia, vengono creati caoticamente da gemme epicormiche (gemme dormienti); non hanno la stessa struttura che li inserisce nel tronco ma spuntano debolmente dalla corteccia.

N.B. Le conifere non possiedono (o quasi) gemme epicormiche.

potare

Età e potatura.

Fase giovanile: la potatura in questa fase è la più importante. Permette di garantire la sicurezza e il risparmio economico nella fase adulta della pianta, andando ad eliminare tutte le anomalie strutturali legate alla sicurezza.

Fase adulta: se nella fase giovanile è stata effettuata una corretta potatura, in età adulta ci si può limitare alla potatura del secco e, se necessari, ad altri piccoli interventi. Nel caso in cui non sia stata fatta una potatura corretta in fase giovanile, potrebbe essere necessaria una potatura più drastica e addirittura l’eliminazione di qualche branca o un consolidamento dinamico.

Fase senescente: per garantire la sicurezza delle zone limitrofe ad un albero senescente è necessaria una potatura di ringiovanimento che vada ad eliminare tutte le branche secche. In caso di alberi importanti è possibile procedere con il consolidamento.

potatura con la sega

Quanto intervenire

Su ogni sistema (ramo, branca, albero), una buona potatura non asporta più del 10-20 % del sistema fogliare. Una porzione maggiore metterebbe in crisi la pianta con conseguente diminuzione della energia immagazzinata, produzione di polloni nel tentativo di ricostruire la chioma, difese da attacchi esterni indebolite.

Una buona potatura, mantenendo la forma della chioma caratteristica di ogni specie, risulta quasi non visibile.

Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

1.- Piante medicinali in fitoterapia


Le piante hanno una diversità biochimica molto più ricca degli animali e almeno i quattro quinti dei metaboliti secondari oggi conosciuti sono di origine vegetale. La spiegazione di questo fenomeno risiede probabilmente nel fatto che le piante sono vincolate al suolo e devono evolvere una molteplicità di meccanismi di adattamento. I prodotti del metabolismo secondario sono in pratica gli intermediari con cui gli organismi vegetali comunicano con l’ambiente che li circonda, con lo scopo di trovare le condizioni più adatte per poter vivere, convivere, sopravvivere e riprodursi.
 
2.- Malattie e cure delle piante.


Anche se dedichiamo molte cure alle nostre piante, spesso queste si ammalano: bisogna sapere individuare con precisione il motivo per cui soffrono per porre rimedio nel migliore dei modi; ma come fare per capire da che cosa sono affette le nostre piante?
Malattie e cure.
Una pianta sempre ben curata è sicuramente più resistente alle malattie ma non è certo che non si ammali. Ti illustriamo in che modo individuare il problema e i suoi sintomi, quali piante devi proteggere e come debellare gli attacchi parassitari.
 
3.- La regina della notte, quindi i fiori seguono l'orologio.


Per chi è nottambulo, e può apprezzare la Regina della notte, di cui parliamo a fianco, c'è un'altra meraviglia da coltivare, la Bella di notte o Ipomea mexicana, che non passa facilmente l'autunno, e ancor meno l'inverno, all'aperto nel nostro clima. Ma che, di stagione in stagione, da una bella fioritura bianca e leggermente profumata nel corso delia notte. Per chi non è nottambulo, o non abbastanza mattiniero, ecco un altro fiore che sì comporta seguendo un orologio personale. È la popolare Ipomea Morning Glory, che apre il suo calice blu nelle prime ore del mattino, per richiuderlo verso le nove, dieci. Conservatene i semi per rinnovare la coltivazione l'anno prossimo.
 
4.-. Il «pomodoro da serbo» non va irrigato e si conserva fresco sino a primavera.

I pregi di questo tipo di pomodoro, coltivato da sempre nel sud Italia, fanno sì che trovi spazio negli orti familiari. Il problema sta nella difficoltà di reperire la semente.
II «pomodoro da serbo» è un ortaggio intimamente legato alla cultura alimentare del sud Italia. In passato questo ortaggio rappresentava l'unica fonte da cui si po­tesse attingere per il consumo fresco di pomodoro nel periodo autunno-invernale. Non ha bisogno di irrigazioni, né di interventi antiparassitari e si conser­va allo stato fresco fino a primavera. Questo pomodoro si trova prevalente­mente nelle regioni meridionali (Cam­pania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sici­lia) dove viene coltivato in piccoli ap­pczzamenti a partire dal livello del mare sino ai 500 metri di altitudine.
 
5.- Peperoni in technicolor, crudo nelle insalate, in pinzimonio o nella bagna caoda.


II peperone (Capsicum annuirti è un ortaggio proveniente dall'America del Sud. Comparso sulle tavole europee nel XVI secolo, oggi la sua coltivazione è molto diffusa in molti Paesi e in Italia.Tra i peperoni più pregiati ricordiamo quelli dì Carmagnola, prodotto agroalimentare tradizionale e presidio slow food (da oggi, fino al 7 settembre, il paese ospita la tradizionale sagra).
 
6.- 10 piante d’appartamento che ripuliscono l'aria di casa.

Piante-da-InternoDecorative ma non solo. Le piante d’appartamento contribuiscono a ripulire l’aria di casa. Ecco quelle consigliate a chi vuole incrementare la propria riserva di ossigeno. La formaldeide presente nel compensato e nella moquette. Il benzene di vernici e inchiostri. Persino l'acetone e l'etanolo, prodotti normalmente con la respirazione. L'aria delle nostre case è spesso piena di sostanze chimiche inquinanti, che possono essere eliminate scegliendo le piante d'appartamento adatte. Ecco dieci potentissimi (e graziosi) filtri naturali, in grado di rendere più sano l'ambiente in cui viviamo:
 
7.- Mangiare Sano, Mangiare Bene: il grande e variegato mondo dell'alimentazione.

Il grande e variegato mondo dell'alimentazione si divide in due capitoli che da sempre son ben distinti tra loro: l'aspetto gastronomico (mangiare è un piacere) e quello salutistico (mangiare bene o male dà salute o malattia). In rete esistono ormai centinaia di siti internet e riviste che trattano di alimentazione.
Incredibilmente, nessuno riesce a trattare l'argomento in modo coerente, onesto e completo. Le informazioni che si trovano hanno tre grandi difetti:
* Non sono coerenti perché spesso si contraddicono da sole (quello che oggi fa male domani fa bene...)

8.- Piante Aromatiche, ricche di oli essenziali.


Le piante aromatiche contengono sostanze di odore gradevole (aromi), ricche di oli essenziali, la cui funzione biologica si ipotizza possa avere funzione di difesa dagli insetti fitofagi, per i quali risultano repellenti; come stimolanti il metabolismo vegetale; nei fiori come attrazione per gli insetti pronubi, o semplicemente come inerti sostanze di scarto del catabolismo.
 
9.- Il Ficus, classico bonsai da interno, riesce a vegetare bene in ambienti poco luminosi e richiede pochissime cure per vivere in salute.

l genere Ficus appartiene alla famiglia delle Moraceae ed era già conosciuto ai tempi degli antichi romani, tanto che la propria denominazione affonda le sue radici etimologiche proprio in quel periodo storico.
Si compone di circa 600 specie, con il 90% di esse diffuse nelle regioni tropicali e subtropicali a clima caldo. Sono piante legnose dalle più svariate dimensioni che vanno dagli enormi Ficus benghalensis, alti alcune decine di metri fino ai piccoli rampicanti, quali i Ficus repens.
 
10.- I fagioli di Pigna famosi per il loro gusto morbido e delicato.


Grazie alle recenti leggi comunitarie sulla denominazione d'origine,tra i legumi con il "marchio" c'è anche questa specialità, coltivata nell'entroterra ligure da oltre tre secoli.
• Famosi per il loro gusto morbido e delicato, questi fagioli hanno buccia sottile, il che consente una cottura rapida(20minuti),senza aggiunte nell'acqua per intenerirli.
• Secondo la tradizione pignasca, accompagnano solitamente piatti di carne (famosa è la capra con i fagioli), ma il loro gusto li rende ideali anche
Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:










































1.- Piante medicinali in fitoterapia


Le piante hanno una diversità biochimica molto più ricca degli animali e almeno i quattro quinti dei metaboliti secondari oggi conosciuti sono di origine vegetale. La spiegazione di questo fenomeno risiede probabilmente nel fatto che le piante sono vincolate al suolo e devono evolvere una molteplicità di meccanismi di adattamento. I prodotti del metabolismo secondario sono in pratica gli intermediari con cui gli organismi vegetali comunicano con l’ambiente che li circonda, con lo scopo di trovare le condizioni più adatte per poter vivere, convivere, sopravvivere e riprodursi.
 
2.- Malattie e cure delle piante.


Anche se dedichiamo molte cure alle nostre piante, spesso queste si ammalano: bisogna sapere individuare con precisione il motivo per cui soffrono per porre rimedio nel migliore dei modi; ma come fare per capire da che cosa sono affette le nostre piante?
Malattie e cure.
Una pianta sempre ben curata è sicuramente più resistente alle malattie ma non è certo che non si ammali. Ti illustriamo in che modo individuare il problema e i suoi sintomi, quali piante devi proteggere e come debellare gli attacchi parassitari.
 
3.- La regina della notte, quindi i fiori seguono l'orologio.


Per chi è nottambulo, e può apprezzare la Regina della notte, di cui parliamo a fianco, c'è un'altra meraviglia da coltivare, la Bella di notte o Ipomea mexicana, che non passa facilmente l'autunno, e ancor meno l'inverno, all'aperto nel nostro clima. Ma che, di stagione in stagione, da una bella fioritura bianca e leggermente profumata nel corso delia notte. Per chi non è nottambulo, o non abbastanza mattiniero, ecco un altro fiore che sì comporta seguendo un orologio personale. È la popolare Ipomea Morning Glory, che apre il suo calice blu nelle prime ore del mattino, per richiuderlo verso le nove, dieci. Conservatene i semi per rinnovare la coltivazione l'anno prossimo.
 
4.- Peperoni in technicolor, crudo nelle insalate, in pinzimonio o nella bagna caoda.


II peperone (Capsicum annuirti è un ortaggio proveniente dall'America del Sud. Comparso sulle tavole europee nel XVI secolo, oggi la sua coltivazione è molto diffusa in molti Paesi e in Italia. Tra i peperoni più pregiati ricordiamo quelli dì Carmagnola, prodotto agroalimentare tradizionale e presidio slow food (da oggi, fino al 7 settembre, il paese ospita la tradizionale sagra). Dì colore rosso o giallo, talvolta sfumato di verde, gusto dolce e pronunciato, i peperoni dì Carmagnola (Torino) si dividono in quattro tipologie a seconda della forma: il quadrato, il corno di bue, la trottola e il tumatìcot.
 
5.- Il «pomodoro da serbo» non va irrigato e si conserva fresco sino a primavera.

I pregi di questo tipo di pomodoro, coltivato da sempre nel sud Italia, fanno sì che trovi spazio negli orti familiari. Il problema sta nella difficoltà di reperire la semente. II «pomodoro da serbo» è un ortaggio intimamente legato alla cultura alimentare del sud Italia. In passato questo ortaggio rappresentava l'unica fonte da cui si po­tesse attingere per il consumo fresco di pomodoro nel periodo autunno-invernale. Non ha bisogno di irrigazioni, né di interventi antiparassitari e si conser­va allo stato fresco fino a primavera. Questo pomodoro si trova prevalente­mente nelle regioni meridionali (Cam­pania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sici­lia) dove viene coltivato in piccoli ap­pczzamenti a partire dal livello del mare sino ai 500 metri di altitudine.
 
6.- Mangiare Sano, Mangiare Bene: il grande e variegato mondo dell'alimentazione


Il grande e variegato mondo dell'alimentazione si divide in due capitoli che da sempre son ben distinti tra loro: l'aspetto gastronomico (mangiare è un piacere) e quello salutistico (mangiare bene o male dà salute o malattia). In rete esistono ormai centinaia di siti internet e riviste che trattano di alimentazione.
Incredibilmente, nessuno riesce a trattare l'argomento in modo coerente, onesto e completo.
Le informazioni che si trovano hanno tre grandi difetti:
* Non sono coerenti perché spesso si contraddicono da sole (quello che oggi fa male domani fa bene...)
* Non sono complete perché chi le scrive non ha una visione ormai superata dell'alimentazione.

7.- Piante Aromatiche, ricche di oli essenziali.


Le piante aromatiche contengono sostanze di odore gradevole (aromi), ricche di oli essenziali, la cui funzione biologica si ipotizza possa avere funzione di difesa dagli insetti fitofagi, per i quali risultano repellenti; come stimolanti il metabolismo vegetale; nei fiori come attrazione per gli insetti pronubi, o semplicemente come inerti sostanze di scarto del catabolismo.
Nei vegetali la produzione di sostanze aromatiche può essere distribuita in tutta la pianta o localizzata in determinati organi, come:
  • Semi (pepe, anice, vaniglia, ginepro, caffè, etc.)
  • Bulbi o radici (cipolla, aglio etc.)
  • Foglie (tè, tabacco, etc.)
  • Legno (sandalo, canfora, etc.)
 
8.- 10 piante d’appartamento che ripuliscono l'aria di casa.

Piante-da-InternoDecorative ma non solo. Le piante d’appartamento contribuiscono a ripulire l’aria di casa. Ecco quelle consigliate a chi vuole incrementare la propria riserva di ossigeno. La formaldeide presente nel compensato e nella moquette. Il benzene di vernici e inchiostri. Persino l'acetone e l'etanolo, prodotti normalmente con la respirazione. L'aria delle nostre case è spesso piena di sostanze chimiche inquinanti, che possono essere eliminate scegliendo le piante d'appartamento adatte. Ecco dieci potentissimi (e graziosi) filtri naturali, in grado di rendere più sano l'ambiente in cui viviamo:
 
9.- Il Ficus, classico bonsai da interno, riesce a vegetare bene in ambienti poco luminosi e richiede pochissime cure per vivere in salute.

l genere Ficus appartiene alla famiglia delle Moraceae ed era già conosciuto ai tempi degli antichi romani, tanto che la propria denominazione affonda le sue radici etimologiche proprio in quel periodo storico. Si compone di circa 600 specie, con il 90% di esse diffuse nelle regioni tropicali e subtropicali a clima caldo. Sono piante legnose dalle più svariate dimensioni che vanno dagli enormi Ficus benghalensis, alti alcune decine di metri fino ai piccoli rampicanti, quali i Ficus repens. Il Ficus è composto da piante arboree o arbustive, talvolta quasi erbacee, sempre caratterizzate da un comune succo lattiginoso (il lattice) che fuoriesce quando vengono incisi il tronco o le foglie. Le foglie sono di molteplici tipi, alcune profondamente lobate, altre intere o a margini ondulati, altre ancora con pochi denti. Generalmente sono alterne e persistenti, raramente opposte, di consistenza piuttosto variabile, e differenti anche nella nervatura; fatto questo che facilita nella distinzione della specie.
 
10.- I fagioli di Pigna famosi per il loro gusto morbido e delicato.


Grazie alle recenti leggi comunitarie sulla denominazione d'origine,tra i legumi con il "marchio" c'è anche questa specialità, coltivata nell'entroterra ligure da oltre tre secoli.
• Famosi per il loro gusto morbido e delicato, questi fagioli hanno buccia sottile, il che consente una cottura rapida(20minuti),senza aggiunte nell'acqua per intenerirli.
• Secondo la tradizione pignasca, accompagnano solitamente piatti di carne (famosa è la capra con i fagioli), ma il loro gusto li rende ideali anche peraffiancare preparazioni di pesce. Nonostante la presenza do­minante del mare, la Ligu­ria è una delle poche regio­ni italiane che non utilizza la pesca come principale fonte di cibo. La sua gastro­nomia è ricca di prepara­zioni contadine, a base di cereali e ortaggi, condite con l'olio della Riviera e ricche di aromi.
Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:













































Cosa fare in giardino a Maggio?

Manutenzione.
    Per stimolare la vigoria delle piante d’appartamento durante la ripresa vegetativa concima con Baycote Universale o Bayfolan piante Verdi.
    In caso di presenza di muschio nel prato arieggialo e, se il problema persiste, usa Natria Erbicida da distribuire con l’annaffiatoio dove il muschio è presente.
    Per il contenimento di alghe e muschio sui vialetti e camminamenti applica Natria Erbicida Pronto Uso.

Potatura.
    E’ il momento di potare la cima delle siepi da bordura per favorire il ricaccio laterale (Lauroceraso, Piracanta, Ligustro, ecc...) e di eliminare i rami secchi senza foglie.
    Sfronda ed elimina i rami vecchi nelle specie rampicanti come l’edera o il falso gelsomino (Rhyncospermum)

Coltivazione.
    E’ possibile impiantare specie bulbose a fioritura estivo-autunnale come giglio, gladiolo, fresia e amarillys.
    A fioritura terminata è possibile dissotterrare bulbose autunnali come crocus e tulipani.
    Entro maggio va conclusa la semina e il trapianto all’aperto di pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo, melone, zucca, anguria, fagiolo, fagiolino e altri legumi. In caso di presenza di larve nel terreno che potrebbero danneggiare le piantine applica Teflustar, il geoinsetticida che nutre e protegge.
    Elimina le infestanti con la zappa tra gli ortaggi, per evitare la competizione per l’acqua, la luce e i nutrienti.

Impianto.
    In questo mese è possibile ancora impiantare specie arboree ed arbustive. Per un corretto trapianto è necessario ricavare e una buca commisurata alle dimensioni del pane di terra o delle radici della pianta. Sul fondo della buca è utile distribuire Bayfolan Natria, concime di origine naturale che oltre a nutrire la pianta stimola la fertilità del suolo. È molto importante che le radici della pianta non siano a contatto diretto con letame, se preferite usare quello.
    Nel caso di impianto di colture acidofile arbustive, come i rododendri, o da frutto come i mirtilli utilizzare torba acida e un concime dedicato come Baycote Acidofile.
 
Trattamenti.
    In questo periodo è importante monitorare la presenza di funghi tipici della primavera nel frutteto (ticchiolatura del melo, bolla del pesco, monilia) o nell’orto (peronospora, mal del piede, oidio, botrite) ed eventualmente effettuare trattamenti. E’ importante considerare che i fungicidi di copertura assicurano una protezione della vegetazione in funzione dell’andamento climatico per 7-10 giorni (ad esempio Cupravit Blu WG, Syllit Flo, Serenade Natria, Teldor Plus), mentre quelli sistemici per 10-14 giorni (Folicur SE, R6 Bordeaux, Melody Compact, Previcur Energy, Aliette).

    E’ possibile controllare gli afidi con un prodotto specifico come Confidor o Neem-Azal mentre in caso di larve come la carpocapsa sui fruttiferi o la cavolaia sugli ortaggi applicare prodotti abbattenti come Decis Jet, Decis Energy o naturali come Piretro Actigreen e Success.

    In caso di presenza di lumache nell’orto distribuire Natria Lumachicida o Mesurol M Plus E’ utile eliminare le infestanti nel giardino o nel frutteto rimuovendole a mano o distribuendo un erbicida totale come Rasikal Quick o Natria Erbicida.

 
 
Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:


Invasive e dannose, le erbe infestanti costituiscono uno dei problemi maggiori nel giardinaggio; si sono adattate a sopravvivere e crescere ovunque. Anche il giardino meglio curato non rimane esente dal problema delle infestanti e, se non trattato, verrà ricoperto da queste erbacce in breve tempo. 

Le erbe infestanti vengono raggruppate in due categorie principali:

Specie annuali

Crescono da seme e maturano nel corso di una stagione. Prima di seccare, diffondono i semi che germineranno la stagione successiva. Crescono in fretta e producono un enorme quantitativo di semi che rimangono nel terreno per molti anni. Alcune specie, come la Stellaria media, possono completare più cicli vitali nel corso dell’anno. E' necessario eliminarle prima della fioritura. In genere questo tipo di infestanti sono controllate con diserbanti sistemici (es. Rasikal Quick, Greenex e Dicotex) o di contatto (es. Natria Erbicida).

Specie perenni.

Possono vivere per molti anni e  sopravvivono all’inverno accumulando sostanze di riserva nelle radici, rizomatose o fittonanti. Proprio le radici sono il loro organo di propagazione: in primavera infatti da queste germogliano nuove foglie e le normali operazioni di lavorazione del terreno, rompendo le radici, favoriscono la loro diffusione. In genere questo tipo di infestanti sono controllate con diserbanti sistemici (es. Rasikal Quick, Greenex e Dicotex)
Ecco di seguito alcune delle piu' frequenti infestanti di un giardino con le loro principali caratteristiche:

Farinello comune (Chenopodium album).

Cosa Cercare: è una specie annuale, alcune volte con steli screziati di rosso, con foglie di colore verde pallido, ovali, e grappoli di fiori color verde pallido. Un tempo era utilizzato come verdura, finchè, nel secolo XVI, non vennero introdotti gli spinaci.
Dove Guardare: su bordi e nelle aiuole

Convolvolo (Convolvulus spp, Calistegia sepium).

Cosa Cercare: è una specie erbacea perenne rampicante, che può raggiungere 3 m, producendo fiori a forma di campanella larghi, bianchi o rosa, tra giugno e settembre. Può soffocare altre piante attorcigliando i suoi steli su di esse. Sviluppa steli rampicanti a partire dalle radici nel suolo e da seme. Può essere rimossa tramite vanga, ma residui anche piccoli di radice rimasti nel terreno daranno origine a nuove piante nel giro di poco tempo.
Dove Guardare: su bordi e nelle aiuole 
 


Ranuncolo (Ranunculus spp).

Cosa Cercare: è una specie erbacea perenne, con steli e radici striscianti e lunghi, che possono costituire un problema serio nei prati e nelle aiuole. Ha foglie triangolari costituite da tre segmenti lobati. Nei prati forma rosette appiattite di foglie che ostacolano le falciatrici. E’ una specie molto aggressiva, che può colonizzare ampie aree.
Dove Guardare: su aiuole, bordure e prati

Poa (Poa spp).

Cosa Cercare: è una specie erbacea annuale che si sviluppa da seme. Crea chiazze gialle nel prato e anche se tagliata bassa riesce ad andare a fiore con pannocchie di pochi centimetri. Può diventare una scocciatura in quanto produce semi tutto l’anno.
Dove Guardare: cresce spontanea sui prati, ma anche su aiuole e sentieri 

Ortica (Urtica dioica).

Cosa Cercare: è una specie erbacea perenne che si sviluppa da radici rimaste nel suolo. Le sue foglie sono urticanti e quindi da rimuovere con i guanti. Propspera nei terreni ricchi in azoto quindi se vengono sparsi liquami è facile trovarla. 
Dove Guardare: su bordi e nelle aiuole

Trifoglio (Trifolio spp).

Cosa Cercare: è composto da tre (talvolta quattro!) foglie lobate di colore verde brillante. E’ una specie erbacea perenne e rappresenta il principale rompicapo nei prati, in quanto è molto aggressiva e, soprattutto nei periodi di siccità, compete con le specie del prato, più deboli. Fiorisce tra maggio e settembre, si diffonde per seme e può colonizzare ampie aree in poco tempo.
Dove Guardare: su prati, aiuole, bordure.

Margherite (Bellis perennis).

Cosa Cercare: le margherite possono migliorare ma anche rovinare un prato, dipende dai punti di vista. Poche margherite non costituiscono un problema, ma diffondendosi per seme, possono colonizzare un prato molto velocemente. La pianta è una rosetta schiacciata al suolo, con foglioline di forma ovale oblunga, difficile da rimuovere con le normali operazioni di sfalcio. 
Dove Guardare: su prati, aiuole, bordure, sentieri 

Equiseto.

Cosa Cercare: è una specie perenne e invasiva; i suoi steli si estendono nel suolo per metri e si trova frequentemente lungo i corsi d'acqua. E' di difficile controllo poiché è una pianta primordiale.
Dove Guardare: su aiuole e bordure, soprattutto vicino a zone umide 

Piantaggine (Plantago).

Cosa Cercare: è una specie perenne sempreverde che si diffonde per seme e compare ovunque! E’ caratterizzata da foglie spesse e spadici (pannocchiette) apicali di fiorellini. Ha radici molto robuste ed è molto difficile da estirpare a mano.
Dove Guardare: in aiuole, bordure e prati

Muschio.

Cosa Cercare: è una specie primitiva, che ricopre il suolo e si sviluppa soprattutto in aree umide. Può svilupparsi in ogni tipo di suolo, specialmente sotto alberi e siepi, ma anche nei prati.
Dove Guardare: su aiuole e bordure, lungo siepi, sentieri e stradine 

Tarassaco (Taraxacum officinalis).

Cosa Cercare: è costituito da una rosetta di foglie verde scuro che partono dal suolo, con caratteristici fiori gialli in estate, che diventano i famosi "soffioni". Le foglie si sviluppano a rosetta creando dei buchi sul prato e i semi si diffondono col vento. Possiede radici fittonanti e difficili da estirpare.   
Dove Guardare: su prati, aiuole, bordure, strade
 
 
Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog: