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La terra è il più grande tesoro che esista, risorsa limitata e impronta ecologica sul pianeta che si fa sempre più pesante. La preziosità della terra come strumento insostituibile per la produzione del cibo.
L'Italia vanta una straordinaria tradizione gastronomica legata alla zucca, concentrata soprattutto nelle regioni del Nord (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna), dove questo ortaggio è protagonista di piatti iconici che esaltano il contrasto tra la sua dolcezza naturale e note sapide o speziate.
Ecco le ricette italiane più famose e amate a base di zucca:
1. Risotto alla Zucca
Un grande classico della cucina padana, cremoso e avvolgente.
Come si prepara: La polpa di zucca viene cotta insieme al riso (solitamente Vialone Nano o Carnaroli) o preventivamente stufata/al forno per poi essere frullata e aggiunta in mantecatura.
Il tocco segreto: Viene mantecato generosamente con burro e Parmigiano Reggiano. Spesso viene completato con una grattugiata di noce moscata, pepe nero fresco o, in alcune varianti venete, con un filo di saba o aceto balsamico tradizionale per bilanciare la dolcezza.
2. Tortelli di Zucca Mantovani
Considerati il simbolo indiscusso dell'arte culinaria mantovana, uniscono sapori rinascimentali in un equilibrio perfetto.
Il ripieno: La polpa cotta al forno si unisce a Parmigiano Reggiano, noce moscata e a due ingredienti apparentemente insoliti ma geniali: gli amaretti sbriciolati (che danno dolcezza e consistenza) e la mostarda mantovana di frutta (che regala una nota piccante e senapata).
Il condimento: Tradizionalmente serviti "asciutti", conditi con burro fuso, abbondante salvia fresca croccante e Parmigiano.
3. Vellutata di Zucca
Il comfort food autunnale per eccellenza, diffuso in tutta la penisola con piccole varianti locali.
La preparazione: La zucca viene cotta con patate (per dare corpo e cremosità) e cipolla o porro, poi ridotta in crema vellutata.
Gli abbinamenti: Viene servita calda con crostini di pane toscano all'olio, un giro di olio extravergine d'oliva a crudo, un trito di rosmarino o timo, e a volte dadini di pancetta croccante o semi di zucca tostati.
4. Gnocchi di Zucca
Una variante autunnale e più delicata rispetto ai classici gnocchi di patate.
L'impasto: La zucca viene rigorosamente cotta in forno per asciugarne l'acqua in eccesso, poi lavorata con farina e un pizzico di sale (spesso senza uova per mantenere l'impasto più leggero).
Come gustarli: Data la loro delicatezza, danno il meglio di sé conditi in modo semplice: burro fuso, foglie di salvia fresca e abbondante Parmigiano o formaggio di fossa grattugiato.
5. Lasagne (o Pasticcio) alla Zucca
Un primo piatto da forno ricco e scenografico, perfetto per i pranzi della domenica in famiglia.
La struttura: Strati di sfoglia di pasta alternati a una vellutata di zucca (spesso alleggerita o arricchita con besciamella) e a ingredienti sapidi che creano il contrasto ideale, come salsiccia sbriciolata, speck croccante o formaggi filanti come la scamorza affumicata.
La zucca è un ingrediente a scarto quasi zero: sia la polpa che i semi offrono infinite possibilità gastronomiche, spaziando dai piatti della tradizione alle tecniche più moderne.
La Polpa: Versatilità Infinita tra Dolce e Salato
La consistenza morbida e la naturale dolcezza della polpa la rendono un vero camaleonte in cucina, capace di adattarsi a preparazioni sia salate che dolci:
Vellutate e creme: Ridotta in purea dopo la cottura in forno o al vapore, crea basi lisce e avvolgenti, perfette da abbinare a crostini di pane casereccio, spezie calde o un filo d'olio a crudo.
Pasta fresca e gnocchi: È l'anima dei tradizionali tortelli mantovani o dei cappellacci ferraresi. Può anche essere impiegata per realizzare gnocchi autunnali, ricordandosi di cuocerla in forno per asciugare l'eccesso di umidità.
Cottura al forno e contorni: Tagliata a fette o cubetti con la buccia (se edibile), arrostita ad alte temperature caramella deliziosamente, diventando il contorno ideale per carni arrosto o formaggi erborinati.
Pasticceria rustica: Si presta magnificamente alla preparazione di torte soffici, muffin speziati con cannella e zenzero, o crostate che valorizzano la sua cremosità naturale.
I Semi: Croccantezza e Nobile Recupero
Spesso considerati uno scarto, i semi di zucca sono un tesoro gastronomico che regala consistenza e un profilo aromatico unico:
Snack tostati: Dopo averli lavati e asciugati bene, si possono tostare in forno a 160°C con un filo d'olio, sale marino e spezie a scelta (come paprika affumicata o curry) per uno snack sano e croccante.
Guarnizione testurizzata: Aggiunti interi o spezzati su vellutate, insalate, zuppe e impasti di pane o focacce, donano una piacevole nota croccante e rustica.
Pesto alternativo (Pepita Pesto): Frullati al posto dei pinoli insieme a basilico fresco, Parmigiano Reggiano, aglio e olio extravergine d'oliva, creano un condimento originale per la pasta.
Olio di semi di zucca: Estratto dai semi tostati, questo olio dal colore scuro e dal profumo inconfondibile di nocciola tostata è eccellente usato esclusivamente a crudo su risotti, zuppe o formaggi caprini freschi.
Il piatto in assoluto più popolare in Italia in cui l'origano gioca un ruolo da protagonista assoluto è la Pizza Marinara (e, per estensione, tutte le preparazioni "alla pizzaiola").
Se la pizza Margherita ha scelto il basilico fresco, la regina della tradizione partenopea e italiana ha incoronato l'origano.
Ecco i due pilastri della cucina italiana in cui l'origano fa la differenza:
1. La Pizza Marinara
È la pizza più antica in assoluto, nata a Napoli molto prima della Margherita. La sua forza sta nella semplicità estrema e nell'equilibrio perfetto di pochissimi ingredienti:
Gli ingredienti: Pomodoro (solitamente San Marzano), aglio tagliato a fettine sottili, olio extravergine d'oliva e una generosa spolverata di origano secco.
Perché l'origano è fondamentale: Nella Marinara non c'è mozzarella; l'origano non è una semplice guarnizione, ma l'elemento aromatico che lega la dolcezza del pomodoro alla forza dell'aglio, creando quel profumo inconfondibile che si sprigiona appena la pizza esce dal forno a legna.
2. I piatti "alla Pizzaiola" (Carne, Pesce o Patate)
Quando in Italia si dice "alla pizzaiola", si intende una cottura in padella o al forno in cui l'ingrediente principale (carne di manzo, pesce come il merluzzo o il pesce spada, oppure semplici patate) viene letteralmente "abbracciato" da un sugo di pomodoro fresco o passato, aglio e abbondante origano.
È il classico comfort food della cucina casalinga italiana: veloce, profumato e pensato per fare la tipica scarpetta finale con il pane nel sughetto rimasto nel piatto.
Ci sono piatti della tradizione popolare in cui l'origano non è un semplice tocco finale, ma un ingrediente strutturale e protagonista, capace di definire l'intera identità della ricetta.
Ecco tre ricette popolari, tra America Latina e Mediterraneo, in cui l'origano gioca un ruolo da assoluto protagonista:
1. Il Chimichurri (Argentina)
È la salsa cult della tradizione gastronomica argentina, compagna inseparabile di ogni asado (la celebre grigliata di carne). Qui l'origano secco viene utilizzato in quantità generose, donando una nota balsamica e rustica che bilancia la grassezza della carne.
Gli ingredienti chiave: Abbondante origano secco, prezzemolo fresco tritato finemente, aglio, peperoncino in flakes (ají molido), olio di semi o extravergine, aceto di vino bianco, un goccio d'acqua tiepida e sale.
Come si prepara: Si mescolano prima gli ingredienti secchi con l'aglio e le erbe, poi si aggiungono i liquidi emulsionandoli bene. Lasciata riposare per qualche ora (o giorno), la salsa sprigiona tutta la forza aromatica dell'origano, perfetta da spennellare sulla carne durante o dopo la cottura.
2. Il Salmoriglio (Sicilia, Italia)
Un'emulsione tipica della cucina marinara siciliana, antichissima e di origini contadine/pescatorie. Viene usata per condire pesci alla griglia (come tonno o pesce spada) ma si sposa benissimo anche con le carni bianche.
Gli ingredienti chiave: Olio extravergine d'oliva, succo di limone fresco, acqua tiepida, aglio schiacciato, sale grosso e una manciata generosa di origano secco sfregato tra le mani.
Come si prepara: Si sbattono energicamente tutti gli ingredienti in una ciotola (o si emulsionano con una frusta) fino a ottenere un intingolo denso e profumato. Si usa a crudo o si spennella sul pesce direttamente sulla brace.
3. La Focaccia Barese (Puglia, Italia)
Un capolavoro dello street food italiano e della cucina popolare del Sud. L'origano, unito ai pomodorini freschi e all'olio d'oliva, crea una crosticina fragrante inconfondibile.
Gli ingredienti chiave: Impasto a base di semola rimacinata di grano duro e patata lessa nell'impasto, pomodorini ciliegino o di Manduria, olive nere baresane, sale grosso, olio extravergine d'oliva e abbondante origano secco.
Come si prepara: L'impasto viene steso direttamente in una teglia unta d'olio. Si affondano nell'impasto i pomodorini tagliati a metà (spremendoli leggermente per far uscire il succo), si uniscono le olive, si condisce con sale e si spolvera generosamente con l'origano prima di unire un giro d'olio generoso e passare in forno ad alta temperatura.
Variante: cosce di pollo marinate alla lavanda e limone — per griglia o barbecue
Panoramica rapida
Porzioni: 4 (8 cosce) Tempo totale: 3–6 ore (incluso riposo); cottura 20–35 minuti a seconda del metodo. Temperatura interna sicura:75 °C nella parte più spessa della coscia.
1 cucchiaino paprika dolce o affumicata (opzionale)
2 rametti di timo o rosmarino fresco (opzionale)
Per servire: fettine di limone, prezzemolo tritato
Marinatura (sapori e tempi)
Preparare la marinata: in una ciotola unire olio, succo di 1 limone, scorza grattugiata di 1 limone, aglio, lavanda tritata, miele, sale, pepe e paprika. Mescolare bene.
Massaggiare le cosce: praticare piccole incisioni nella pelle e strofinare metà della marinata sotto la pelle e il resto sulla superficie. Aggiungere i rametti di erbe nella ciotola o direttamente sulle cosce.
Riposo: coprire e lasciare in frigorifero minimo 30 minuti, ideale 2–4 ore; per sapore più intenso fino a 8–12 ore. Non superare 24 ore per evitare che gli acidi (limone) “cuociano” la carne.
Cottura su griglia o barbecue — due metodi con tempi precisi
Metodo A — Griglia a fuoco medio-diretto (più veloce, pelle croccante)
Preparazione: preriscaldare la griglia a medio-alta (circa 200–230 °C sulla superficie di cottura). Pulire e ungere leggermente la griglia.
Cottura: posizionare le cosce con la pelle rivolta verso il fuoco diretto. Cuocere 6–8 minuti per lato per dorare e ottenere croccantezza. Poi spostare le cosce su zona indiretta (o abbassare il fuoco) e proseguire la cottura altri 8–12 minuti fino a raggiungere la temperatura interna. Tempo totale stimato: 20–30 minuti.
Controllo: misurare la temperatura interna nella parte più spessa della coscia: 75 °C. Lasciare riposare 5–10 minuti prima di servire.
Metodo B — Cottura indiretta a bassa temperatura (più uniforme, meno rischio di bruciature)
Preparazione: impostare la griglia/barbecue per cottura indiretta a medio-basso (circa 160–180 °C). Se si usa carbone, spostare le braci ai lati; se gas, accendere solo i bruciatori esterni.
Cottura: posizionare le cosce sulla zona indiretta, pelle verso l’alto. Cuocere 25–35 minuti, girando a metà cottura. Se si desidera pelle più croccante, terminare 3–5 minuti su zona diretta a fuoco medio-alto.
Controllo: temperatura interna 75 °C; riposo 5–10 minuti. Tempi totali: 25–35 minuti.
Suggerimenti pratici e tecniche
Sonda termometrica: usare un termometro a sonda per precisione; inserire nella parte più spessa senza toccare l’osso.
Evitare bruciature della lavanda: la lavanda può scurire e diventare amara se esposta a fiamme dirette troppo a lungo; preferire la marinatura e finire la cottura su zona indiretta o con brevi passaggi diretti.
Glassa finale: spennellare con un mix di miele e succo di limone negli ultimi 5 minuti per una finitura lucida e bilanciata.
Pelle croccante: asciugare leggermente la pelle prima di grigliare e non muovere troppo le cosce nei primi minuti per favorire la caramellizzazione.
Varianti aromatiche: aggiungere un pizzico di pepe di Cayenna per calore o sostituire il miele con sciroppo d’acero per note più profonde.
Abbinamenti e servizio
Contorni: insalata di rucola e finocchio, patate novelle arrosto, o mais alla griglia.
Vino: rosato fresco o bianco strutturato come un Chardonnay non troppo legnoso; birra chiara o una Saison per contrastare la lavanda.
Sicurezza alimentare e avvertenze
Temperatura interna obbligatoria: cuocere fino a 75 °C per sicurezza. Non basarsi solo sul colore dei succhi.
Lavanda commestibile: usare solo Lavandula angustifolia non trattata; dosare con parsimonia per evitare amarezza.
Bambini e gravidanza: consultare un medico per uso di erbe aromatiche concentrate in diete particolari.
Ecco una ricetta salata dettagliata per un pollo al forno con lavanda e limone, pensata per 4 persone: ingredienti, dosi, procedimento passo‑passo, tempi, varianti, abbinamenti e avvertenze. Uso Lavandula angustifolia (commestibile) e dosi moderate per evitare sapori amari.
1 cucchiaio miele (opzionale, per bilanciare l’acidità)
1 cucchiaino sale grosso (più extra per salatura finale)
1/2 cucchiaino pepe nero macinato
1 rametto di rosmarino o timo fresco (opzionale)
100 ml vino bianco secco o brodo di pollo (per la teglia)
Verdure per la teglia (opzionale): 3 carote, 2 cipolle, 4 patate piccole, tagliate a pezzi grandi
Nota sulla lavanda: usare solo Lavandula angustifolia per cucina; lavare e asciugare i fiori prima dell’uso. Dosare con parsimonia: 2 cucchiai per un pollo intero è un buon punto di partenza.
Preparazione e marinatura (30–60 min + riposo facoltativo)
Preparare la marinata: in una ciotola unire olio, succo di 1 limone, scorza grattugiata di 1 limone, aglio schiacciato, lavanda tritata, miele (se usato), sale e pepe. Mescolare bene.
Massaggiare il pollo: strofinare metà della marinata sotto la pelle del petto e sull’esterno del pollo; mettere la scorza del secondo limone e il rametto di rosmarino/timo nella cavità del pollo. Versare la marinata rimanente sopra.
Riposo: lasciare riposare in frigorifero 30 minuti–4 ore (più tempo = sapore più sviluppato). Se si ha poco tempo, procedere subito alla cottura.
Cottura in forno (1–1,25 ore)
Preriscaldare il forno a 200 °C (statico) o 180 °C (ventilato).
Preparare la teglia: disporre le verdure tagliate sul fondo della teglia, condire con un filo d’olio, sale e pepe; appoggiare il pollo sopra. Versare il vino bianco o il brodo nella teglia (circa 100 ml) per mantenere umidità.
Cottura iniziale: infornare e cuocere per 20–30 minuti a 200 °C per ottenere una leggera doratura.
Ridurre temperatura: abbassare a 180 °C e proseguire la cottura per altri 35–50 minuti, spennellando ogni 15–20 minuti con i succhi della teglia. Il tempo totale dipende dal peso: calcolare circa 45 minuti per kg oltre ai primi 20–30 minuti.
Controllo temperatura: il pollo è pronto quando la temperatura interna raggiunge 75 °C nella parte più spessa della coscia (senza toccare l’osso) o quando i succhi risultano chiari.
Riposo: togliere dal forno e lasciare riposare 10–15 minuti prima di tagliare per mantenere i succhi.
Salsa e finitura
Raccogliere i succhi della teglia, filtrare e far ridurre leggermente sul fuoco; aggiungere un cucchiaino di succo di limone e, se piace, un pezzetto di burro freddo per emulsionare. Versare sulla carne al momento di servire.
Spolverare con un pizzico extra di lavanda tritata (molto poca) e scorza di limone per aroma fresco.
Varianti e suggerimenti
Pollo al forno con lavanda e miele: aumentare il miele a 2 cucchiai e spennellare negli ultimi 10 minuti per una glassatura lucida.
Cosce o sovracosce: adattare i tempi (30–40 min a 200 °C + 20–30 min a 180 °C) e usare la stessa marinata.
Versione senza alcol: sostituire il vino con brodo di pollo o acqua e un cucchiaio di aceto di mele.
Erbe alternative: sostituire rosmarino con timo o salvia per profili aromatici diversi.
Abbinamenti e contorni
Verdure arrosto (quelle nella teglia) o un’insalata di stagione con rucola e noci.
Patate al forno o purè delicato.
Vino: un bianco aromatico e fresco come un Vermentino o un Sauvignon; per rossi leggeri, un Pinot Nero giovane.
Dosaggi e sicurezza alimentare
Lavanda: non eccedere; sapore amaro se sovradosata. Usare fiori commestibili e non trattati.
Olio essenziale: non usare oli essenziali in cucina; sono troppo concentrati.
Cottura sicura: rispettare la temperatura interna di 75 °C per il pollo per evitare rischi alimentari.
Lista della spesa rapida
Pollo intero 1,6–2 kg; 2 limoni; fiori di lavanda secchi commestibili; olio EVO; aglio; miele (opz.); vino bianco o brodo; rosmarino/timo; verdure per la teglia; sale e pepe.
I vini del Piemonte sono probabilmente i vini qualitativamente più rappresentativi dell'Italia intera.
Il Piemonte annovera infatti tra i suoi vini 7 DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) ed una cinquantina di DOC (Denominazione di Origine Controllata).
Il Piemonte è la storia e la cultura del vino italiano. La vite è presente nel territorio piemontese almeno dall'età romana e numerose testimonianze ne ripercorrono gli eventi: Tito Livio menziona il Barbaresco nella storia di Roma; Plinio il Vecchio descrive le caratteristiche dei vigneti piemontesi; nella prima metà del 1200 Pier de' Crescenzi, autore del primo trattato di agricoltura, elogia i sistemi di coltivazione adottati dai contadini del Monferrato.
Ed è proprio in quel periodo che si hanno le prime evoluzioni con l'introduzione dell'allevamento a spanna e con la produzione del Vino Barbaresco, diverso da quello coltivato oggi, vinificato con l'aggiunta di uve Moscatello e Passeretta per renderlo dolce e frizzante.
I vini piemontesi rossi risultano essere il settanta per cento di tutta la produzione regionale.
La produzione dei vini in Piemonte.
I vini piemontesi rossi risultano essere il settanta per cento di tutta la produzione regionale. Tra i vini del Piemonte rossi più rimomati vi sono sicuramente il Barbera, il Barolo, il Dolcetto d'Alba, il Moscato, il Grignolino ed il Nebbiolo.
Praticamente quasi tutti i vini della regione sono famosi in tutto il mondo! La gran parte dei vini in Piemonte viene coltivata nelle tre zone del Monferrato: il Monferrato Astigiano, il Monferrato Casalese e l'Alto Monferrato. Altre zone di interesse sono i Colli Tortonesi situati al confine con la Lombardia vicino all'Oltrepò Pavese.
Vini Piemonte: dal 1997 la DOC.
La DOC Piemonte è entrata in vigore dal 1997 e comprende i vini Spumante, il Barbera e la Bonarda, il Grignolino, il Brachetto, il Cortese, il Chardonnay, il Moscato, il Pinot Bianco, il Pinot Grigio, il Pinot Nero, il Pinot Chardonnay. Tutte queste tipologie nel caso in cui provengano da vigneti iscritti all'albo dei vini del Piemonte DOC possono essere coltivati in tutta la regione.
Il vino Barbera d'Alba DOC, Barbera d'Asti DOCG, Barbera del Monferrato Superiore DOCG è dei vini più famosi del territorio del Piemonte e l’inizio della coltivazione è datato diciassettesimo secolo.
I vini del piemonte che hanno raggiunto soltanto ultimamente lo status di denominazione di origine controllata sono: Albugnano, Alta Langa, Canavese, Colline Novaresi, Cisterna d'Asti, Coste della Sesia, Colline Saluzzesi, Langhe, Freisa di Chieri, Monferrato, Loazzolo, Roero, Pinerolese, Roero, Verduno Pelaverga. Da tutto ciò possiamo dedurre come sia imminente il giorno in cui tutto il territorio del Piemonte produrrà vini DOC e DOCG a testimonianza della straordinaria tradizione vinicola di questa regione.
Barolo DOCG.
Vino rosso di qualità dalla regione Piemonte: vino Barolo.
Il vino Barolo DOCG sembra inizi la sua diffusione nel territorio italiano sin dal risorgimento attraverso l’uso di uve Nebbiolo.
Da quel tempo il vino Barolo risulta essere un vino rosso tra i maggiormente caratteristici della regione Piemonte nella quale sono raccolti i maggiori vigneti di coltivazione.
Caratteristiche organolettiche del vino Barolo.
Andiamo ora ad elencare le sensazioni organolettiche che contraddistinguono il vino Barolo e che gli garantiscono di essere considerato quale uno fra i vini italiani maggiormente conosciuti.
Al palato il gusto del vino Barolo è secco, caldo e pieno mentre il colore si presenta rosso granata con riflessi d'arancione con l'invecchiamento. Bisogna dire che il piacere di assaporarlo comincia già dal il primo momento della degustazione quando il suo inebriante profumo intenso con aromi di spezie, frutta, rosa canina, liquirizia, cannella soddisferà il vostro naso.
Vino Barolo DOCG: invecchiamento e gradazione.
Il Barolo è un vino avente una gradazione di 13 gradi circa ed il periodo di invecchiamento dopo il quale è ottimale la sua consumazione è di 20-30 anni. Tutti gli anni vengono raccolti approssimativamente 61305 hl di vino Barolo i quali corrispondono a circa 8200000 bottiglie.
Se volete provare il vero vino Barolo DOCG potete andare nei territori di Barolo, Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d'Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d'Alba, Novello, Roddi d'Alba, Serralunga e Verduno.
Con che cosa si abbina il vino Barolo.
La capacità di abbinare ai piatti più ricercati un vino di qualità appare una delle peculiarità che valorizzano la tua tavola. Il vino Barolo è adatto soprattutto ad abbinarsi con arrosti, brasati, selvaggina.
Dolcetto d'Alba DOC e DOCG.
Il vino Dolcetto d'Alba risulta essere un vino rosso tra i maggiormente caratteristici della regione Piemonte.
Il vino Dolcetto d'Alba: vino rosso prestigioso dalla regione Piemonte.
Il vino Dolcetto d'Alba DOC e DOCG sembra inizi la sua coltivazione nel territorio italiano durante il diciassettesimo secolo attraverso l’utilizzo di uve Dolcetto.
Da quel tempo il vino Dolcetto d'Alba risulta essere un vino rosso tra i maggiormente caratteristici della regione Piemonte all’interno della quale sono raccolti i maggiori centri di produzione.
Vino Dolcetto d'Alba: caratteristiche organolettiche.
Un vino di qualità ha la capacità di appagare, tramite le insite proprietà organolettiche, tutti i sensi della persona che lo degusta ed in questo talento il vino Dolcetto d'Alba sembra eccellere facilmente.
Ad una prima osservazione il vino Dolcetto d'Alba sfoggia un colore rosso rubino con frequenti riflessi violacei mentre al naso risulta fruttato con ciliegia e lampone. Ma è il sapore quello che separa un vino di qualità dai vini comuni. Assaporandolo il vino Dolcetto d'Alba si presenta secco e pieno con retrogusto amarognolo.
Gradi del Dolcetto d'Alba DOC e DOCG e invecchiamento.
Il Dolcetto d'Alba è un vino avente una gradazione di 11, 5 (un grado il più il superiore) gradi approssimativamente ed il periodo di invecchiamento in cui risulta consigliata la sua consumazione è di 3-6 anni. Ogni stagione vengono prodotti approssimativamente 65000 hl di vino Dolcetto d'Alba i quali danno luogo a più o meno 8700000 bottiglie.
Se volete provare il reale vino Dolcetto d'Alba DOC e DOCG potete andare nei territori di Grinzane Cavour, Diano d'Alba, Mango, La Morra.
Il vino Dolcetto d'Alba a tavola.
La capacità di abbinare ai cibi più saporiti un vino di qualità appare una tra le peculiarità capaci di impreziosire la tua cena. Il vino Dolcetto d'Alba risulta adatto in special modo ad essere servito con salumi, primi di carne, ravioli, carni bianche e rosse.
Moscato d'Asti DOCG.
Vino bianco prestigioso dalla regione Piemonte: vino Moscato d'Asti.
Uno dei vini più caratteristici della regione Piemonte risulta essere il vino Moscato d'Asti DOCGe l’inizio della coltivazione risale al tempo dei Romani.
Il vino Moscato d'Asti è un vino bianco e viene creato da uve esclusivi come Moscato bianco. Vino Moscato d'Asti: profumo e gusto. Un vino di qualità ha la capacità di appagare, tramite le insite proprietà organolettiche, l’olfatto ed il palato di chi lo degusta ed in questo talento il vino Moscato d'Asti appare riuscire facilmente.
Al palato il sapore del vino Moscato d'Asti è aromatico e dolce con struttura acidula ed alla vista si presenta giallo paglierino brillante, spesso tendente al dorato. Bisogna segnalare che la bellezza di assaggiarlo comincia già dalla prima fase della degustazione poiché il suo inebriante profumo delicato con note fruttate di pesca gialla e fiori di acacia e tiglio appagherà il vostro naso.
Gradi del Moscato d'Asti DOCG e invecchiamento.
Il Moscato d'Asti è un vino con una percentuale alcolica di 11 gradi approssimativamente mentre il periodo di maturazione dopo il quale risulta consigliata la sua degustazione è di alcuni mesi e non anni. Ogni vendemmia sono raccolti approssimativamente 37500 ettolitri di vino Moscato d'Asti che danno luogo a circa 5000000 bottiglie.
Le località dell’Italia nei quali la coltivazione del Moscato d'Asti è più sviluppata sono i territori di Treiso, Neive, Cassine, Strevi, Castelnuovo Belbo, Costiglione d'Asti, Nizza Monferrato, Incisa Scapaccino, Bistagno, Monastero Bormida, Acqui Terme, Cannelli, Santa Vittoria d'Alba, Serralunga d'Alba.
Come abbinare a tavola il Vino Moscato d'Asti.
La capacità di associare ai cibi più saporiti un vino adatto appare una di quelle cose che valorizzano la tua tavola. Il vino Moscato d'Asti risulta ideale in particolar modo ad abbinarsi con dolci, crostate, frutta.
il vino Grignolino si presenta con un colore rosso rubino pallido con tendenze al granata.
Grignolino DOC.
Vino rosso proveniente dalla regione Piemonte: vino Grignolino.
Il vino Grignolino DOC vede cominciare la propria coltivazione nella nostra nazione durante il tempo antico attraverso l’uso di uve Grignolino (90%) e Freisa (10%)
Da quella data il vino Grignolino risulta essere un vino rosso tra i più tipici della regione Piemonte all’interno della quale sono presenti la gran parte dei centri di coltivazione. Colore e sapore del vino Grignolino.
Un vino DOC deve saper soddisfare, tramite le sue proprietà organolettiche, il palato e l’olfatto di chi lo consuma ed in questo talento il vino Grignolino appare riuscire senza difficoltà.
Ad una prima osservazione il vino Grignolino si presenta con un colore rosso rubino pallido con tendenze al granata mentre al naso è vinoso con sentori fruttati di nocciola e grignole. E’ però il il sapore quello che separa un vino pregiato dai vini di tutti i giorni. Assaporandolo il vino Grignolino si presenta secco, buona struttura con finale gardevolmente amarognolo.
Dove si produce il Grignolino DOC. Il Grignolino risulta essere un vino con una gradazione di 11 gradi approssimativamente ed il periodo di maturazione dopo il quale è ottimale la sua degustazione è di 2-4 anni. Ogni anno vengono prodotti circa 26000 ettolitri di vino Grignolino i quali danno luogo a più o meno 3500000 bottiglie.
Se desiderate trovare il reale vino Grignolino DOC potete andare nei territori di Alessandia e Asti.
La capacità di associare ai piatti più saporiti un vino di qualità è una tra le peculiarità che valorizzano la tua tavola. Il vino Grignolino è ideale soprattutto ad abbinarsi con tutto il pasto, arrosti di carne, pollo, coniglio piatti a base di uova.
Il vino Nebbiolo d'Alba è un vino rosso pregiato dalla regione Piemonte.
Nebbiolo d'Alba DOC.
Il vino Nebbiolo d'Alba: vino rosso pregiato dalla regione Piemonte.
Uno tra i vini più famosi del territorio del Piemonte risulta essere il vino Nebbiolo d'Alba DOC e il vitigno viene coltivato dal tredicesimo secolo.
Caratteristiche organolettiche del vino Nebbiolo d'Alba.
Un vino pregiato ha l’obbligo di appagare, attraverso le sue proprietà organolettiche, l’olfatto ed il palato di chi lo degusta ed in questa capacità il vino Nebbiolo d'Alba sembra eccellere facilmente.
Al palato il gusto del vino Nebbiolo d'Alba è pieno, secco e vellutato mentre alla vista appare rosso con riflessi granata. Ma segnalare che la bellezza di assaporarlo comincia già dal il primo momento della degustazione quando il suo inebriante profumo elegante e complesso con note di lampone, confetture e spezie appagherà il vostro olfatto.
Vino Nebbiolo d'Alba: produzione e gradazione. Il Nebbiolo d'Alba è un vino avente una percentuale alcolica di 11, 5 gradi approssimativamente ed il periodo di maturazione in cui è ottimale la sua consumazione è di 7-10 anni. Tutte le vendemmie sono raccolti all’incirca 20000 ettolitri di vino Nebbiolo d'Alba che corrispondono a circa 2550000 bottiglie.
Nel caso in cui desideriate trovare il reale vino Nebbiolo d'Alba DOC non dovete fare altro che recarvi nei territori di Canale, Castellinaldo, Corneliano, Monticello, Piobesi d'Alba, Priocca, Santa Vittoria e Vezza d'Alba.
Il vino Nebbiolo d'Alba a tavola.
Saper associare ai cibi più ricercati un buon vino appare una tra quelle peculiarità capaci di valorizzare la tua tavola. Il vino Nebbiolo d'Alba risulta adatto in particolar modo ad essere servito con ravioli al sugo di carne, coniglio, pollo.
La piccola Umbria è uno scrigno al cui interno sono raccolti gioielli gastronomici che caratterizzano tutto il territorio. È possibile rintracciare nella civiltà dell'Olio extra vergine di oliva e nella cultura del lardo il filo conduttore delle tradizioni gastronomiche di questa regione.
Tra il verde delle colline della Strada del Sagrantino, spicca l'ulivo. L'ulivo, pianta altamente longeva e di lenta crescita, può ben rappresentare la capacità propria di questa regione di custodire amorevolmente tradizioni secolari, tramandate di generazione in generazione e il saporito olio extra vergine umbro, rappresenta al meglio la gastronomia regionale, fatta di cose semplici e schiette, di cibi genuini e sapidi.
Coltivazione degli ulivi in Umbria.
Gli ulivi coltivati in Umbria godono, più o meno tutti, di particolari condizioni climatiche che consentono una maturazione del frutto molto lenta, tale da provocare un tasso di acidità estremamente contenuto.
Particolare importanza è attribuita ai terreni posti in collina, per lo più in fasce pedemontane: terreni ricchi di struttura, permeabilissimi, che lasciano penetrare agevolmente le radici della pianta. A questi dati pedoclimatici si deve aggiungere il contributo apportato dall'uomo.
Un consiglio importante.
In primo luogo la raccolta delle olive: non si attende più che l'oliva pervenga al termine della maturazione naturale, si è fatta generale la raccomandazione di raccoglierla quando giunge all'inizio della maturazione, cioè quando risulta semi invaiata e presenta sia il massimo del fruttato che il minimo di acidità. Di solito questo stato si ottiene nei primi giorni del mese di novembre.
La tradizionalissima 'brucatura'.
Si è invece conservata la tradizionalissima 'brucatura', ossia la raccolta manuale. Non appena raccolte, le olive non rimangono in attesa che sia completato il raccolto, ma vengono subito inoltrate al frantoio, per essere lavorate nel massimo della loro freschezza ed integrità.
Le regioni.
L'olio extra vergine di oliva prodotto nei cinque Comuni della Strada del Sagrantino può avvalersi della 'Denominazione di Origine Protetta Umbria – Colli Martani' che è una delle cinque sottozone in cui è stato suddiviso il territorio regionale.
Le cultivar prevalente nei Colli Martani è il San Felice, una varietà locale che grazie alla sua maggiore amabilità, consente all'olio extra vergine di oliva dei Colli Martani di compensare la tipica asprezza dell'olio umbro dovuta alla presenza quasi totale di olive 'moraiolo'.
Il futuro potrebbe riservare alla nostra dieta qualche sorpresa: la lotta alla malnutrizione e la contemporanea crescita della popolazione mondiale, ma anche la sostenibilità ambientale delle attività di produzione di cibo, potrebbero portare un giorno sulle nostre tavole meduse, alghe ed insetti, che fanno già parte della tradizione culinaria di molti continenti e che anche noi, in qualche (sporadico) caso, già consumiamo pressochè quotidianamente.
Le meduse vengono già consumate in Cina ed in Giappone ad esempio nel sushi: eliminata la parte urticante, il cappello può poi essere cotto e cucinato come il pesce con spezie, salse, in tempura (in pastella), ma anche disidratato oppure conservato in salamoia.
Novel food, il cibo del futuro.
Nel Mediterraneo è frequente la Cassiopea mediterranea (Cotylorhyza tuberculata), una medusa responsabile, tra le altre, delle famose “fioriture” che creano danni e disagi a pesca, acquacoltura, balneazione e agli impianti industriali costieri.
Dalle meduse, ricche di proteine si possono ottenere composti bioattivi.
Dalle meduse, ricche di proteine (ed in particolare di collagene) si possono ottenere molecole (ad attività antiossidante ed antitumorale) e composti bioattivi che ne fanno intravedere utilizzi in campo biotecnologico, nutraceutico e nutracosmeceutico, nonché possibile materia prima per la produzione di mangimi ad elevato tenore proteico.
Le alghe entrano nella gastronomia di diversi Paesi.
– in Giappone il nori (un insieme di diverse specie di alghe rosse del genere Porphyra), viene ampiamente utilizzato nella preparazione del sushi.
– sempre in Giappone si consumano kombu (alghe brune utilizzate come verdura, per insaporire o addolcire piatti), arame (Eisenia bicyclis, alga bruna commestibile), hijiki (Sargassum fusiforme, alga bruna che viene saltata in padella con olio o utilizzata come contorno) e dulse.
– dulse (Palmaria palmata, alga rossa che cresce nel Pacifico e sulle coste settentrionali dell’oceano Atlantico.
L’uso alimentare di questa alga trova numerosi riscontri tra le popolazioni nordiche e celtiche, in Islanda ed in Alaska; alla metà del secolo scorso era addirittura comune il commercio di tale alga non solo nei porti scozzesi ed irlandesi, ma anche in quelli canadesi e della Nuova Inghilterra, dove il suo utilizzo era stato portato dagli immigranti europei.
La palmaria, dal particolare gusto piccante, si presta alla preparazione di zuppe (anche con cereali), di insalate e di condimenti da abbinare a diverse preparazioni gastronomiche. Il suo utilizzo, con il passare del tempo, è via via diminuito ma oggi la dulse (così come kombu, arame, hijiki ed altre alghe), con l’affermarsi delle cucine macrobiotica, vegetariana e vegana, vede un notevole sviluppo della sua coltivazione e del suo commercio.
– la lattuga di mare (Ulva lactuca) è una comune alga tipica dei mari freddi o temperati e presente anche nel Mediterraneo, consumata come alimento in Giappone, Scozia, Irlanda; in Italia viene utilizzata per la preparazione delle zeppolelle di mare.
– la spirulina (Arthrospira platensis, sin. Spirulina platensis) era una primaria fonte alimentare per gli Aztechi e per gli abitanti costieri del lago Ciad, che la raccoglievano spontaneamente, mentre oggi viene coltivata artificialmente per i suoi svariati utilizzi.
La spirulina, con un contenuto proteico del 60% circa e grazie al suo elevato contenuto in vitamine e sali minerali (tra cui il ferro), è un ottimo integratore alimentare che può andare a “completare” alimenti già in commercio e destinati a particolari categorie di persone (anziani, sportivi, ecc.). Con la Spirulina si possono fare il gelato, lo yogurt, il pane, e la pasta di Spirulina è già in commercio.
– agar agar: è un addensante ottenuto da varie specie di Rhodophyta (alghe rosse) normalmente utilizzato dall’industria alimentare (se sull’etichetta di un alimento trovate la sigla E 406 significa che in quel preparato l’agar agar è stato utilizzato come additivo) ad esempio per preparare confetture a basso contenuto zuccherino, ma anche da quella farmaceutica ed in microbiologia per la preparazione di terreni di coltura.
Gli insetti.
Gli insetti entrano già nella dieta quotidiana di diverse popolazioni in Asia, Africa ed America latina (si stima che le persone che nel nostro pianeta si cibano di insetti siano circa due miliardi) e con essi è possibile produrre farine alternative (soprattutto alla farina di pesce, che a causa dell’eccessivo sfruttamento delle risorse marine sta diventando sempre più costosa e poco ecosostenibile) con ottime caratteristiche nutritive; gli insetti sono infatti ricchi di proteine, grassi ‘buoni’, calcio, ferro e zinco.
Ma prima di poter vedere questi nuovi alimenti sulle nostre tavole o saperli ingredienti dei cibi che consumiamo, bisognerà adottare tutte le procedure previste dal Regolamento (CE) n. 258/97 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 gennaio 1997 sui nuovi prodotti e i nuovi ingredienti alimentari, che rappresenta un ostacolo burocratico di non poco conto, volto ovviamente a tutelare la salute pubblica; tale regolamento, attualmente in fase di revisione, subordina la possibilità di commercio di tutti quegli alimenti privi di una storia significativa di consumo in campo alimentare all’interno dell’Unione Europea ad una preventiva autorizzazione preceduta dall’acquisizione di adeguate conoscenze del prodotto e dallo sviluppo di nuove metodologie per il processamento e la conservazione.
Attualmente però il Parlamento Europeo ha approvato una proposta di Regolamento che dovrebbe semplificare le autorizzazioni, le quali dovranno essere vagliate dall’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, con sede a Parma) per una valutazione sui rischi per la salute dei consumatori; per la sua definitiva applicazione serve ora il via libera del Consiglio UE.
Se è vero che la fame e la malnutrizione rappresentano un problema reale e serio, soprattutto se rapportato al continuo e sempre più veloce incremento demografico che si registra a livello planetario, per cui la ricerca di nuove fonti alimentari rappresenta sicuramente un ambito scientifico da approfondire e sostenere, è altrettanto vero che molto bisogna ancora fare riguardo allo spreco di cibo ed alla sua equa distribuzione nel mondo, per cui ben vengano questi studi ma altrettanta attenzione si riservi a quanto già oggi si produce e viene sprecato in una maniera che definire incivile è un eufemismo.
Le popolazioni indigene dell’America Latina consideravano l’ananas un simbolo di ospitalità e lo regalavano a giovani come buon auspicio per il successo nella vita. Possiamo aggiungere facilmente l’ananas alla nostra alimentazione a colazione, a merenda o come spuntino.
L'ananas è uno dei frutti migliori per la salute e l'alimentazione corretta: ecco tutte le proprietà e le calorie dell'ananas e perché fa bene.
Accanto alle banane, l’ananas è il secondo frutto tropicale più popolare in Italia.
Accanto alle banane, l’ananas è il secondo frutto tropicale più popolare in Italia.
L'ananas: origini.
E’ originario del Sud America, in particolare del Brasile e Paraguay. Mangiare questo delizioso frutto su base regolare offre immensi vantaggi per la salute, più di quelli che si possa pensare.
Come apprendiamo dalle tabelle Inran l’ananas fresco è un frutto ricco di vitamine e sali minerali. È un frutto molto dissetante per via del suo elevato contenuto di acqua. L’ananas non contiene né grassi saturi né colesterolo.
Proprietà e calorie.
Secondo l’Inran 100 grammi di ananas fresco forniscono al nostro organismo 1 grammo di fibre e 10 grammi di carboidrati disponibili che corrispondono agli zuccheri naturali presenti in questo frutto.
È importante tenere in considerazione l’ananas come fonte di sali minerali dato che 100 grammi della sua polpa contengono 250 mg di potassio, 05 mg di ferro, 17 mg di calcio e 8 mg di fosforo.
Per quanto riguarda l’ananas come fonte di vitamine, sottolineiamo la presenza di 17 mg di vitamina C e di 7 µg di vitamina A retinolo equivalente. Per quanto riguarda il sodio, l’ananas ne contiene solo 2 mg.
L’ananas è un frutto leggero e povero di calorie. Infatti 100 grammi di ananas (parte edibile, dunque la polpa senza buccia) apportano al nostro organismo soltanto 40 calorie.
Conosci le tante proprietà della zucca? Dal sapore dolce e prelibato, ma povera di zuccheri e ricca di acqua, la zucca è un vero toccasana.
Le proprietà della zucca aiutano a contrastare l'invecchiamento e sono benefiche per gli occhi e per la salute, combattendo lo stress.
Quante calorie contiene la zucca? La zucca è un ortaggio davvero poco calorico. Infatti 100 grammi di zucca gialla apportano soltanto 18 calorie. Possiamo dunque scegliere la zucca come contorno leggero e come ingrediente per le nostre ricette autunnali.
La zucca può essere facilmente coltivata nei nostri orti. Le sue piante danno origine, oltre ai frutti che ben conosciamo, a dei fiori gialli commestibili che sono ottimi da gustare crudi in insalata, come condimento per la pasta, oppure cotti in una pastella composta da acqua e farina di ceci, oppure da farina di grano e birra.
La zucca può essere facilmente coltivata nei nostri orti.
La zucca è un vero toccasana.
Attraverso l'impiego di una centrifuga, dalla polpa di zucca può essere ricavato un ottimo succo, dalle proprietà benefiche riconosciute.
Il succo di zucca è indicato in caso di ulcera e di particolari condizioni di acidità all'interno dell'apparato digerente.
La medicina naturale.
La medicina naturale consiglia, in questi casi, di consumare un bicchiere di succo di zucca tre volte al giorno, un'ora e mezza prima dei pasti. Ad esso sono state inoltre attribuite proprietà di prevenzione nei confronti dei tumori.
Il consumo del succo di zucca, e della stessa polpa di zucca, viene consigliato in caso di insonnia, poiché ad esso vengono attribuite delle efficaci proprietà sedative.
Il consumo della zucca è inoltre indicato da parte della medicina naturale in caso di scompensi ormonali durante l'adolescenza e la menopausa.
Il consumo di semi di zucca.
Il consumo di semi di zucca e di polpa di zucca è ritenuto benefico nell'eliminazione dei parassiti intestinali, contro i quali essa rappresenta un vero e proprio rimedio naturale privo di controindicazioni.
Le piante di Erbe Aromatiche richiedono meno attenzioni rispetto alle altre piante dell’orto; tanto è vero che spesso rischiamo di dimenticarcele.
L’angolo più asciutto e soleggiato del nostro orto è tutto ciò che ci chiedono per mantenersi in buona salute.
Sono effettivamente piante molto rustiche ma sanno dare un tocco veramente speciale ai nostri cibi.
Senza le aromatiche molte ricette della cucina mediterranea perderebbero l’unicità che le contraddistingue, profumi, aromi e sapori unici.
Le piante di Erbe Aromatiche richiedono meno attenzioni rispetto alle altre piante dell’orto
Le erbe aromatiche servono per mantenerci più sani.
Fermarsi un momento a leggere le proprietà utili per il nostro organismo di molte aromatiche, anche tra le più classiche, come Salvia o Rosmarino, ci fa accorgere di quanto sarebbe importante utilizzarle più spesso nei piatti di ogni giorno, per mantenerci più sani ed aiutarci a rimediare ad alcuni dei comuni errori della dieta moderna.
Per questo è utile conoscerle ed imparare ad aggiungerle alle nostre preparazioni.
Le erbe aromatiche servono a rimediare ad alcuni dei comuni errori della dieta moderna.
Gli usi in cucina dell'aneto.
Vediamo, nel dettaglio, gli usi in cucina e le virtù di alcune tra le erbe e spezie più note.
L'aneto è simile al finocchio e al finocchietto selvatico ma più delicato.
Ottimo con il pesce, spesso abbinato al salmone, ma anche con formaggi freschi ed omelette.
Usato generalmente nelle marinate e per arricchire sughi per la pasta.
Stimolante generale, digestivo, carminativo (favorisce l'espulsione di gas nello stomaco e nell'intestino)
Vediamo, nel dettaglio, gli usi in cucina e le virtù di alcune tra le erbe e spezie più note.
Le proprietà dell'aneto.
Le proprietà dell’aneto si evidenziano soprattutto a livello gastrointestinale. Questa pianta è ottima ad esempio per chi ha problemi di digestione, meteorismo o soffre di coliche e crampi allo stomaco. L’aneto è inoltre in grado di combattere l’alitosi e grazie al suo potere diuretico è un rimedio naturale interessante per chi soffre di cellulite o ritenzione idrica.
Grazie alla presenza di alcuni oli essenziali presenti nell'aneto, questa erba aromatica è in grado di stimolare la bile e i succhi gastrici, allo stesso tempo migliorando la peristalsi intestinale. Ha inoltre doti depurative e calmanti, se assunta prima di dormire, aiuta a riposare meglio.
Le proprietà dell’aneto si evidenziano soprattutto a livello gastrointestinale.
Sembra poi che l’aneto abbia anche proprietà antimicrobiche e antifungine, dunque potrebbe rivelarsi un ottimo alleato del nostro sistema immunitario.
L’aneto vanta infine proprietà anticancro grazie alla presenza di alcuni prinicipi attivi chiamati monterpeni. Queste sostanze sono in grado di stimolare e di attivare la secrezione di un enzima chiamato glutathione-S-transferase, un potente antiossidante che sarebbe in grado di neutralizzare alcuni agenti cancerogeni.
Le erbe aromatiche e le spezie sono una componente preziosa in cucina.
Rendono i piatti più saporiti; conferiscono aroma e gusto consentendo di ridurre l'uso del sale da cucina il cui abuso porta spesso a patologie da non sottovalutare.
Ma non sono solo buone, sono anche salutari.
Sono, infatti, ricche di vitamine e sali minerali.
Stimolano i processi digestivi, sono antifermentative, antiinfiammatorie, limitano la proliferazione dei batteri e tonificano gli organi interni.
Le erbe aromatiche sono una componente preziosa in cucina.
Le erbe aromatiche e le spezie conferiscono aroma e gusto.
È importante ricordare che la maggior parte di queste va utilizzata fresca, aggiunta a crudo o solo negli ultimi istanti di cottura.
Gli oli essenziali contenuti in esse, infatti, si disperdono con il calore annullando le loro benefiche proprietà.
Le erbe aromatiche sono una componente preziosa in cucina.
Molte erbe e spezie sono largamente utilizzate in cucina da chiunque e ben conosciute: rosmarino, salvia, alloro, prezzemolo, basilico tra le prime; chiodi di garofano, peperoncino, zafferano, cannella tra le seconde.
Ma ve se sono veramente molte e tutte salutari e di ottimo gusto che ci aiuteranno a dare un tocco in più ai nostri piatti ed una sferzata al nostro organismo.
Per questo è utile conoscerle ed imparare ad aggiungerle alle nostre preparazioni.
Vediamo, nel dettaglio, gli usi in cucina e le virtù di alcune tra le erbe e spezie più note.
Proprietà, usi e benefici dell'alloro.
Le foglie di alloro possono essere raccolte e utilizzate tutto l'anno, ma risultano particolarmente ricche di principi benefici e di essenze aromatiche durante l'inverno e all'inizio della primavera.
Le bacche, invece, simili quando mature a piccole olive scure, si raccolgono tra ottobre e novembre.
Insaporisce sughi e intingoli.
Ottimo con pesce e selvaggina.
Si usa nella cottura dei legumi.
Stimolante generale, antisettico e digestivo
Ricettario.
Ecco 5 ricette con ingrediente l’alloro (in collaborazione con La Cucina Di Susana)