La ciliegia nasce sul ciliegio (Prenus avium), un albero che può arrivare fino a 20 metri di altezza (anche se i coltivatori, per agevolare la raccolta, lo mantengono ad un altezza inferiore) che in primavera si copre di bellissimi fiori bianchi.

I frutti si presentano a forma arrotondata, carnosi e succosi, con la buccia liscia: sono attaccati a lunghi e fini peduncoli attaccati a gruppi sulla corteccia.

La ciliegia al suo interno contiene un nocciolo color legno e duro. La pianta del ciliegio si divide in due specie distinte: a frutto dolce e a frutto acido.
Il ciliegio dolce da due tipi di frutti diversi: le ciliegie duracine e le ciliegie tenerine: le ciliegie duracine (duroni) hanno polpa croccante e dura con colore rosso nerastro o bianco, mentre le ciliegie tenerine hanno polpa succosa e morbida dal colore nero o rosso.

Ciliegie

Il ciliegio acido si divide invece in tre categorie: le marasche, le amarene e le visciole: le marasche sono ciliegie di piccole dimensioni molto utilizzate dall’industria conserviera per produrre liquori (maraschino).

Le amarene, dall’inteso colore rosso hanno frutti con polpa e succo chiaro e sono utilizzate per la realizzazione di sciroppi e succhi.

Le visciole sono frutti di color rosso acceso così come il succo e la polpa che sono molto dolci e sono consumate fresche o utilizzate per la produzione di conserve.

E’ difficile decretare con certezza il paese di origine della pianta del ciliegio.

Probabilmente la sua origine è nell’Asia del Nord-est dove la ciliegia si coltiva in numerose regioni sin dall’epoca preistorica.

In Italia, invece, si narra che la pianta di ciliegia venneportata dall'Oriente dal grande generale Lucullo, che la piantò nel giardino della sua villa.

■ Coltivazione, varietà e raccolta.

ciliegie Tacuin_Cerise

La ciliegia viene coltivata in Europa, America, Australia e Asia.
L’Italia è produttrice di ciliegie a livello mondiale e le varietà più coltivate sono:

Bigarreau: ciliegie la cui raccolta comincia a meta maggio, fino al principio di giugno.

Duroni: sono le ciliegie, rinomate, di Vignola (Modena); dal colore rosso intenso o nero, di grande dimensione, molto dolci, la cui raccolta è fatta nel mese di Giugno.

Ferrovia: diffuse in Puglia, hanno una polpa molto succosa e la loro raccolta inizia a Giugno.

Marca: queste ciliegie vengono utilizzate per la produzione di conserve come le ciliegie sotto spirito e sciroppate, il loro colore è giallo-rosso.

Anella: ciliegie la cui caratteristica è data da una polpa succosa e croccante e da un colore rosso scuro, la possiamo trovare dal mese di giugno.

Per la vendita al pubblico le ciliegie vengono suddivise in due categorie: nella prima, i frutti devono essere provvisti di peduncolo e corrispondere per forma e colore alla varietà dichiarata; per la seconda categoria si accettano piccoli difetti di forma e colori diversi.

Per sua costituzione naturale (dimensioni degli alberi e dimensione dei frutti, gli alberi sono grandi ed assurgenti, ed i frutti sono relativamente piccoli), buona parte del costo del frutto è dovuto agli oneri di raccolta; in alcuni casi i coltivatori organizzano la vendita "sull'albero"; il cliente ritira un canestro e provvede direttamente a raccogliere i frutti sull'albero ed a riempire il canestro. Provvedendo direttamente alla raccolta il cliente pagherà un prezzo molto limitato.

ciliegie Badacsoni_1

■ Al momento dell'acquisto.

Quando si acquistano le ciliegie, devono essere sode, di un bel colore vivo e brillante ed i peduncoli non devono risultare secchi.

Bisogna evitare le ciliegie che risultano piccole e poco colorite, in quanto non ancora mature, oppure quelle molli e macchiate di scuro che in questo caso non sono più fresche.

Le ciliegie vanno raccolte a maturazione completa perchè una volta staccate dall’albero non maturano più.

Conservazione.

Le ciliegie vanno conservate in frigorifero, in un sacchetto di plastica bucherellato (sono soggette a disidratarsi velocemente)e si conservano 2-3 giorni se la polpa risulta un po’ molle mentre qualche giorno di più se è soda.
In frigorifero dobbiamo tenere le ciliegie lontano da alimenti aromatici, in quanto questi frutti assorbono gli odori.

Possiamo anche congelarle, con o senza nocciolo, coperte da un po’ di zucchero: in questo caso poi il loro uso è da destinarsi alla cottura.
In commercio si possono trovare anche le ciliegie disidratate: in questo caso le conserveremo in un contenitore ben chiuso, in luogo fresco e asciutto, e possono durare un anno circa.

Uso in cucina.

In cucina le ciliegie si possono usare crude al naturale, aggiunte alle macedonie, a sorbetti, gelati e budini.

Sono le protagoniste per la preparazioni di dolci al cucchiaio, crostate e dolci con frutta candita.

Con le ciliegie si producono inoltre sciroppi, marmellate, succhi, mostarde, vini e acqueviti (in Italia ricordiamo il maraschino e il ratafià, in Alsazia il Kirsch).

Le ciliegie vengono utilizzate anche in accompagnamento ad alcuni piatti di selvaggina.

La ciliegia è una discreta fonte di vitamina C.

In base al tipo di ciliegia che consumiamo, abbiamo delle proprietà nutrizionali diverse: la ciliegia dolce, per esempio, ci fornisce una quantità di potassio superiore alla ciliegia acida.

La ciliegia selvatica ha proprietà diuretiche, antireumatiche e lievemente lassative, inoltre ha proprietà disintossicante.
I peduncoli invece sono usati per la preparazione di infusi che hanno un effetto diuretico.

1.- Tartellette di ricotta alle ciliegie.

tartelette di ricotta alle ciliegie

2.- Crostata di pesche e ciliegie.

Crostata di pesche e ciliegie

3.- Cappone alle ciliegie.

4.- Arrosto di cervo della Nuova Zelanda con condimento a base di ciliegie, pere arrostite e insalata di rucola in cestini di Parmigiano.

arrosto de cervo della Nuova Zelanda

5.- Frittelle con ciliegie e cognac

fritelle_con_ciliegie_e_cognac

Curiosità.

Secondo la tradizione Giapponese la ciliegia è simbolo di prosperità mentre, in Inghilterra sognare la pianta della ciliegia indica che è vicina una disgrazia.

ciliegie Badacsoni_1

Elenco di varietà.

    Adriana
    Arecca
    Bigareau
    Burlat
    Cornum
    Del Monte
    Durone nero di Vignola
    Early Lory
    Early Star
    Forlì
    Francesi
    Ferrovia
    Giorgia
    Graffione bianco
    Lapins
    Malizia
    Marasche (varietà di ciliegie piccole ed amarognole che crescono in abbondanza nell'entroterra di Zara, nell'attuale Croazia).
    Marosticana
    Montagnola
    Mora di Cazzano
    Moretta di Vignola
    Napoleon
    Sciazza di Siano
    Stella
    Summus
    Van
    Vittoria

ciliegie Durone Az Zanei

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Descrizione: Tutti i tipi di cavoli coltivati, anche se di aspetto molto diverso, sono varietà derivate dal cavolo selvatico che cresce sulle zone costiere del Mediterraneo e su quelle atlantiche, ad esclusione del “cavolo cinese” che deriva da una specie diversa, la “brassica sinensis”. A meno che non si voglia produrre seme, i cavoli in genere si coltivano con ciclo annuale anche se si tratta di piante a sviluppo biennale; le parti utilizzate sono in genere fusto, foglie e infiorescenze. Il cavolfiore coltivato corrisponde alla varietà “botrytis capitata”, che si distingue per il periodo di raccolta e per il colore dell’infiorescenza a palla. Il broccolo corrisponde invece alla varietà “botritys cymosa” ed è abbastanza diffuso in Italia soprattutto nel meridione. Rispetto al cavolfiore presenta un maggiore numero di foglie e oltre all’infiorescenza principale presenta germogli laterali (broccoletti).

cavolo

Tipi di terreno: I terreni migliori sono quelli di medio impasto, freschi, e ricchi di sostanza organica. Cresce bene nei climi temperati e subisce danni per le basse temperature invernali, per l’eccesso di umidità e anche per il troppo caldo e la siccità.

Semina: Si fa in vivaio da maggio a luglio a seconda delle varietà, per produrre le piantine da trapiantare. La semina va preferibilmente effettuata con luna crescente. Alcune varietà selezionate possono essere seminate (e trapiantate) tutto l’anno.

Concimazione: I terreni lavorati profondamente vanno concimati con letame ben interrato, o altrimenti con fertilizzante granulare complesso.

Trapianto: Si fa da luglio alla fine di agosto secondo le varietà, evitando le ore più calde del giorno, alla distanza di 0,6-0,8 m tra le file. Occorre assicurare una irrigazione di impianto e ulteriori irrigazioni periodiche. Il trapianto va preferibilmente effettuato con luna calante.

Raccolta: Da dicembre a marzo si effettua la raccolta, tagliando il fusto con attaccate alcune foglie che avvolgono l’infiorescenza. Il fusto del cavolfiore non ricresce mentre quello del broccolo ramifica e rivegeta dopo il taglio. La raccolta va fatta preferibilmente in luna crescente.

CAVOLO CAPPUCCIO TONDO BIANCO "NOZOMI F1"

Ibrido precoce che matura, nelle semine primaverili, a 45 giorni circa dal trapianto e nelle semine estive, a 55 giorni circa dal trapianto. Testa di forma rotonda con un distinto colore verde lucente, molto compatta e con eccellenti qualità organolettiche. La tenuta di campo è notevole: le teste sono pronte alla raccolta già quando pesano 800 gr e la stessa può procrastinarsi anche fino a quando raggiungono il peso di 1,8 kg. Possiede una resistenza intermedia a Xcc (Xantomonas campestris o marciume nero) ed a Aal (Alternaria). Distanza: tra le file cm 60-80 e sulla fila cm 50-70

CAVOLO CAPPUCCIO A PUNTA "CAPE HORN F1"

Varietà precoce, nelle semine primaverili matura a 50 giorni circa dal trapianto e in quelle estive a 60 giorni circa dal trapianto. Di qualità eccellente e con sapore particolarmente dolce, è indicato per preparare insalate miste o specialità a base di cavoli. Le teste sono compatte, di struttura solida e con midollo corto. Notevole è la rusticità e la tolleranza alla sovramaturazione. Cape Horn è molto popolare ed è considerato la varietà di riferimento nel settore dei cavoli conici. È resistentea Foc (Fusarium oxysporum o giallume del cavolo) e possiede una resistenza intermedia a Xcc (Xantomonas campestris o marciume nero) ed a Pp (Peronospora). Distanza: tra le file cm 60-80 e sulla fila cm 50-70

CAPPUCCIO ROSSO "RED JEWEL F1"

Cavolo cappuccio rosso ibrido precoce che matura, nelle semine primaverili, a 65 giorni circa dal trapianto e, nelle semine estive, a 70 giorni circa dal trapianto. La testa, del peso medio di 1,5 kg, è tondeggiante, di un bel colore rosso brillante ed è molto compatta. La pianta è rustica e, da segnalare, è la sua buona tolleranza alle spaccature. Possiede una resistenza intermedia a Xcc (Xantomonas campestris o marciume nero). Distanza: tra le file cm 60-80 e sulla fila cm 50-70

 

CAVOLFIORE PRIMAVERILE “ALBINO” F1

Ciclo colturale 230-240 dal trapianto. Pianta vigorosa, rustica, sana e molto tollerante al freddo. Le foglie di colore verde molto scuro, hanno un portamento molto eretto ed avvolgente. La forma della testa è a cupola molto uniforme e di ottima qualità. Il peso medio è di oltre 1,5 kg, si trapianta da metà agosto a metà settembre e la raccolta avviene verso il 20-25 di aprile. Distanza sulla fila cm 50-60 e tra le file cm 70-80.

CAVOLFIORE VERDE “TREVI” F1

Ibrido a ciclo di maturazione medio (90 gg dal trapianto). Le teste sono compatte, pesanti e di un ottimo colore verde brillante. La piante sono vigorose, uniformi e coprono le teste proteggendole dal freddo. Eccellente il sapore. Ottima resistenza allo Xantomonas. Alcuni tipi di Xanthomonas causano macchie localizzate o strisce sulle foglie, mentre altri si diffondono per via sistemica e causano marcescenza nera oppure la ruggine della foglia. I batteri di questo genere iniettano nella pianta alcune proteine attivatrici, tra le quali gli attivatori TAL, attraverso il loro sistema di secrezione di tipo III. Si trapianta nel mese di luglio. Distanza sulla fila cm 50-60 e tra le file cm 70-80.

CAVOLFIORE ROMANESCO F1

Ibrido a ciclo di maturazione medio (90-95 gg dal trapianto). La piante sono vigorose e molto uniformi, consistenti di colore verde brillante. Ottime le qualità organolettiche e si trapianta nel mese di luglio. Resistente a Fusarium. Fusarium è un vasto genere di funghi per la maggior parte riconducibile a forme imperfette di Ascomiceti appartenenti al genere Gibberella che si riproducono per conidiospore. Diverse specie, presenti comunemente nel terreno, sono fitopatogene, in genere agenti di marciumi a carico di radici o altri organi sotterranei (tuberi, rizomi, ecc.) o di alterazioni a carico dell'apparato vascolare, comunemente indicate con il termine di tracheofusariosi.Distanza sulla fila cm 50-60 e tra le file cm 70-80.  

CAVOLO DI BRUXELLES “DIABLO” F1

Ibrido a ciclo medio (150 gg dal trapianto) con piante di buon vigore. Ottima uniformità e buona tenuta dei cavolini. Le foglie ben distanziate tra loro proteggono molto bene il prodotto durante il gelo invernale. La maturazione coincide con l’ingiallimento della rispettiva foglia da cui è supportato. Si trapianta da tutto giugno e tutto luglio; la produzione è proporzionale alla precocità del trapianto. Resiste al Fusarium. Fusarium è un vasto genere di funghi per la maggior parte riconducibile a forme imperfette di Ascomiceti appartenenti al genere Gibberella che si riproducono per conidiospore. Diverse specie, presenti comunemente nel terreno, sono fitopatogene, in genere agenti di marciumi a carico di radici o altri organi sotterranei (tuberi, rizomi, ecc.) o di alterazioni a carico dell'apparato vascolare, comunemente indicate con il termine di tracheofusariosi.Distanza sulla fila cm 50 e tra le fila cm 80.

CAVOLO VERZA BIANCA BOLLOSA TARDIVA “SIBERIA” F1

Il cavolo verza viene coltivato soprattutto nell'Italia centrosettentrionale ed è di origine molto antica. Ha foglie rugose verde scuro all'esterno e verde chiaro all'interno (viene anche detto cavolo di Milano).Ibrido tardivo per produzioni invernali resistente al gelo. Le teste, rotonde,compatte di colore verde scuro hanno una bollosità  finissima. Il peso medio è di 1,7 kg. Si trapianta nel mese di luglio. Distanza sulla fila cm 50 e tra le file cm 60.

VERZA BIANCA SAVOY KING “PONY” F1

Per i greci era sacro, mentre i romani lo utilizzavano sia in cucina sia per la cura di varie malattie. In seguito, in Italia, il consumo alimentare del cavolo riprese attorno al Seicento. Si deve anche ricordare che questo ortaggio ha costituito per molti secoli uno degli alimenti principali degli equipaggi delle navi, per rinforzare il regime alimentare durante i lunghi viaggi in mare. Pianta molto vigorosa con ciclo colturale (90 gg dal trapianto) medio precoce. Le teste sono di grosse dimensioni (3-4 kg) con foglie leggermente bollose. Si trapianta da aprile a metà agosto. Distanza sulla fila cm 60 e tra le file cm 70.

VERZA ROSSA “DEADON” F1

Vi sono numerose varietà di cavoli, che presentano poche differenze fra loro per quanto riguarda l'aspetto nutrizionale. Attualmente la sua coltivazione è diffusa in tutto il mondo; i maggiori produttori sono India, Cina, Francia e Italia (principalmente in Abruzzo, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia). Ibrido a maturazione medio tardivo molto resistente al gelo. Si trapianta da maggio a metà agosto e si raccoglie da ottobre a fine aprile. La testa è di buone dimensioni (circa 2-3 kg) e resiste per lungo tempo nell’orto. Si può mangiare sia cotta che cruda. Distanza sulla fila cm 60 e tra le file cm 70.

Il cavolo in cucina.

Un consiglio preliminare riguarda l'acquisto: è importante che le foglie siano fresche, non ingiallite né avvizzite. Possono essere consumati sia crudi sia cotti, ma in quest'ultimo caso viene ridotta la quantità di vitamina C, piuttosto alta, contenuta nel cavolo. Una preparazione particolare di questo ortaggio consiste nella lavorazione delle foglie, con cui si ottiene il cosiddetto "cavolo acido" (i crauti), molto popolare nei paesi dell'Europa del nord. Uno dei problemi legati alla preparazione del cavolo è legato all'odore caratteristico che si produce durante la cottura, causato dall'alto contenuto di zolfo (risolvibile ricorrendo alla pentola a pressione, oppure aggiungendo aceto o limone nell'acqua di cottura). Nel nostro sito sono presenti alcune ricette che vedono il cavolo e il cavolfiore tra gli ingredienti principali, eccole di seguito:

1.- Fettuccine di castagne con verza e costine valdostane.

2.- Spezzatino alla verza

3.- Sedanini, verza e patate.

sedanine, verze e patate

4.- Involtini di verza al prosciutto.

5.- Rotolo di verza farcito con pancetta.

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Un modello per il benessere della persona e la salvaguardia dell’ambiente.

Qual è l’impatto ambientale dovuto alla produzione, alla distribuzione e al consumo dei cibi? Per rispondere a queste domande, il Barilla Center for Food and Nutrition ha ideato il modello della Doppia Piramide Alimentare – Ambientale, strumento che mette in relazione l’aspetto nutrizionale degli alimenti con il loro impatto ambientale.

Un unico modello alimentare nato per tutelare il benessere delle persone e dell’ambiente.

La piramide ambientale nasce studiando e misurando l’impatto sull’ambiente dei cibi presenti nella piramide alimentare, e disponendoli lungo un piramide capovolta, in cui gli alimenti posizionati più in basso (al vertice del triangolo) hanno il minore impatto ambientale. Accostando le due piramidi si ottiene così la “Doppia Piramide” Alimentare-Ambientale, dove si nota intuitivamente che gli alimenti per i quali è consigliato un consumo maggiore, generalmente sono anche quelli che determinano gli impatti ambientali minori. Viceversa, gli alimenti per i quali viene raccomandato un consumo ridotto sono anche quelli che hanno maggior impatto sull’ambiente.

Il modello alimentare tradizionalmente adottato nei Paesi dell'area del Mediterraneo (in particolare in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Francia meridionale) si contraddistingue per l'equilibrio nutrizionale ed è infatti riconosciuto da molti scienziati dell'alimentazione come uno dei migliori in senso assoluto per ciò che concerne il benessere fisico e la prevenzione delle malattie croniche, in particolare quelle cardiovascolari. Questo è il modello alimentare che è stato preso in considerazione per la costruzione della parte nutrizionale della Doppia Piramide presentata nel 2010.
Mantenendo costante la parte nutrizionale della Doppia Piramide e andando a sostituire quella ambientale con la revisione risultata dalle elaborazioni di questa nuova edizione.

 

Per la costruzione della Doppia Piramide “per chi cresce” è stato utilizzato il medesimo approccio impiegato per realizzare la versione “adulti” affiancando alle solite piramide ambientali, quelle alimentari costruite prendendo in considerazione le esigenze nutrizionali di bambini ed adolescenti. Quando si considerano i bambini, o più in generale persone ancora in fase di crescita (fino ai 20 anni), alcuni alimenti assumono diversa importanza. Le linee guida dell’USDA – United States Department of Agriculture (uno dei riferimenti considerati), suggeriscono una distribuzione diversa delle fonti di proteine – e in particolare di carne – rispetto agli adulti, senza per questo modificare la modalità di lettura della doppia piramide: gli alimenti a basso impatto ambientale sono quelli per i quali è consigliato un maggior consumo. Sintesi delle macro-linee guida per la crescita sana.

  • Adottare una dieta sana ed equilibrata che, alternando quotidianamente tutti i principali alimenti, fornisca tutti i nutrienti e micronutrienti (calcio, ferro, vitamine, ecc.) di cui i bambini e gli adolescenti hanno bisogno.
  • Evitare l’eccessiva assunzione di calorie consumando cibi altamente calorici o con elevate concentrazioni di grassi.
  • Ripartire con equilibrio i nutrienti nella giornata assicurando la presenza di un giusto equilibrio tra apporto di proteine animali e vegetali, di zuccheri semplici e complessi (attraverso l’assunzione di meno dolci, più pane, patate, pasta o riso), di grassi animali e vegetali (utilizzando meno strutto e burro, e più olio di oliva).
  • Ridurre al minimo l’apporto di sale aggiuntivo al fine di diminuire i fattori di rischio di sviluppo di ipertensione, soprattutto in età adulta.
  • Distribuire l’assunzione di cibo in cinque momenti della giornata: colazione, spuntino della mattina, pranzo, merenda e cena.
  • Evitare di consumare cibi al di fuori dei cinque momenti precedentemente individuati.
  • Svolgere attività fisica per almeno un’ora al giorno, comprensiva sia dell’attività sportiva sia del gioco.
  • Ridurre il più possibile la vita sedentaria, in particolare quella passata davanti al video (televisione e computer).

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Attività mirate a migliorare la sopravvivenza delle api per la salvaguardia delle produzioni agricole di qualità: i risultati conseguiti.

Da diversi anni la moria delle api nelle nostre campagne sta assumendo livelli sempre più allarmanti. A seguito di questa situazione, le autorità ministeriali, oltre alla sospensione cautelativa di alcuni insetticidi impiegati nella concia delle sementi di mais, ha sollecitato enti preposti alla ricerca e alla sperimentazione a compiere indagini sulle cause e sugli effetti che, in particolare alcuni  agrofarmaci, esercitano sulla salute delle api. A partire dal 2009, l’Associazione Centro Agricoltura ed Ambiente (CAA), in collaborazione col DiSTA Entomologia dell’Università di Bologna e con l’Unità di ricerca di Apicoltura e Bachicoltura del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA), sta portando avanti un progetto pluriennale mirato a migliorare le sopravvivenza delle api su colture tipiche del nostro territorio.
api
L’indagine è finanziata dall’Assessorato Agricoltura della Provincia di Bologna e dalla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Provincia di Bologna. Nel biennio 2009-2010 sono state condotte ricerche volte a verificare mortalità e comportamenti anomali delle api su coltura di melone sottoposta a trattamenti aficidi, attraverso l’impiego di Thiamethoxam, un insetticida neonicotinoide distribuito con la tecnica della fertirrigazione.
Le prove hanno evidenziato livelli di mortalità nelle api adulte superiori al normale nei giorni immediatamente successivi al trattamento, ma non sono stati rinvenuti residui dell’insetticida su polline e api morte e anche forza della famiglia ed estensione della covata hanno avuto un andamento normale nel corso della prova e nei mesi successivi.
L’insieme delle osservazioni e i risultati di prove analoghe condotte in altre regioni inducono a pensare che l’impatto dei trattamenti insetticidi sia stato mitigato dall’assenza di perdite dalla manichetta d’irrigazione e dalla disponibilità di acqua non contaminata nell’ambiente circostante. Attualmente sono in corso prove analoghe su melone volte a verificare gli effetti sulle api dell’impiego degli stessi insetticidi attraverso l’applicazione fogliare. A partire dal 2009 sono stati inoltre collocati alveari in diverse località della Provincia di Bologna a differente grado di antropizzazione, intensità di pratiche agricole e qualità delle acque superficiali.
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Fino a dicembre 2010 questi alveari hanno costituito, a livello locale, importanti nodi delle rete del progetto “APENET: monitoraggio e ricerca in apicoltura” a diffusione nazionale. Rilievi periodici condotti col supporto di apicoltori ed esperti hanno permesso di studiare i fenomeni di mortalità legati in molti casi all’insorgenza di patologie specifiche. I risultati dei rilievi effettuati sono stati elaborati e confrontati con quelli degli altri moduli della rete di monitoraggio nazionale. Tutte le informazioni ottenute sono state infine rese note attraverso iniziative divulgative previste dal progetto, con la pubblicazione di articoli giornalistici e l’organizzazione di eventi informativi.
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    Lo stile di vita dei nostri giorni è caratterizzato da grande disponibilità di cibo e da una sempre più diffusa sedentarietà che portano a vivere in una situazione di apparente benessere psico-fisico che spesso non corrisponde con lo stato di salute.

Viviamo, quindi, in un’epoca ove all’allungarsi dell’aspettativa di vita si registra anche la crescita del rischio di patologie quali: obesità, malattie metaboliche, cardiovascolari e cancro.

Al fine di orientare la popolazione verso comportamenti alimentari più salutari, il Ministero della Salute ha affidato ad un Gruppo di esperti (D.M. del 1.09.2003) il compito di elaborare un modello di dieta di riferimento che sia coerente con lo stile di vita attuale e con la tradizione alimentare del nostro Paese.

Nasce così la piramide settimanale dello stile di vita italiana che si basa sulla definizione di Quantità Benessere (QB) sia per il cibo che per l’attività fisica. Da questo modello di dieta scaturisce la piramide alimentare italiana, che elaborata dall’Istituto di Scienza dell’Alimentazione dell’Università di Roma “La Sapienza”, indica i consumi alimentari giornalieri consigliati. Vengono date indicazioni sulle quantità di cibo da consumare ogni giorno secondo il criterio della quantità benessere QB (porzioni di alimenti in grammi). Le QB di cibo e di movimento, se opportunamente adattate alle esigenze del singolo individuo, consentono di orientare lo stile di vita verso un equilibrio tra consumo alimentare e spesa energetica. Se si “mangia per vivere” si è sulla strada giusta per il reale benessere del nostro organismo.

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1.- Invecchiamento precoce: 5 regole alimentari per contrastarlo.  

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Contrastare l'invecchiamento iniziando dall'alimentazione è la strada giusta da seguire. Ecco 5 regole alimentari per contrastare l'invecchiamento precoce. Gli esperti dell'Osservatorio Nutrizionale Grana Padano consigliano di seguire queste 5 regole alimentari, utilissime da seguire per contrastare il problema dell'invecchiamento precoce. Vediamo quali sono.
2.- Le proprietà benefiche del mirtillo.
mirtillo nero Vaccinium_fruechteFrutto tipico del sottobosco, il mirtillo (Vaccinium Myrtillus) ha tradizioni antichissime e viene utilizzato per curare diverse patologie. I mirtilli generalmente crescono nelle zone montane (sulle Alpi e gli Appennini), nei boschi e trovano la loro maggiore diffusione sui terreni ricchi di humus. Come riconoscerli? Sono dei piccoli arbusti appartenenti alla famiglia delle Ericacee, alti circa 60 cm. La loro fioritura avviene in primavera e si distinguono in tre differenti specie: mirtillo nero, rosso e blu. Secondo alcune recenti ricerche effettuate negli Stati Uniti, queste piccole bacche, sarebbero dotate di un enorme quantitativo di sostanze antiossidanti.
3.- Dai frutteti soleggiati della Valle d'Aosta, crescono la mele e pere di montagna, dai colori e profumi intensi.
mela-goldenx400Dai frutteti soleggiati della Valle d'Aosta, crescono la mele e pere di montagna, dai colori e profumi intensi con polpa finissima e succosa. La Valle d’Aosta dedica alla mela due importanti sagre autunnali: la Festa delle Mele di Gressan e Melevallée ad Antey-Saint-André. Queste due feste, che si celebrano ogni anno rispettivamente la prima e la seconda domenica di ottobre, sono occasioni golose per assaporare specialità preparate con le diverse qualità di mela: gelatine, marmellate, succhi di frutta, sidro, torte e crostate.
4.- Nel variegato universo dei vitigni italiani l’Asprinio di Aversa costituisce uno dei casi più singolari.
AsprinioAversaBrutNel variegato universo dei vitigni italiani un’uva come l’Asprinio di Aversa costituisce sicuramente uno dei casi più singolari. Leggete, qui, quello che scrivono a riguardo, nella sezione dell’assessorato all’Agricoltora del sito Internet della Regione Campania: “ avete mai visto viti che si arrampicano, “maritate” al pioppo, verso il cielo fino a raggiungere i 15 metri di altezza, fornendo delle imponenti barriere verdi, cariche di grappoli? Uve che per essere raccolte impongono ai viticoltori equilibrismi incredibili su altissime scale? Viti, inoltre, franche di piede, come in era pre-fillosserica ? Queste sono alcune delle caratteristiche che rendono unico, ineguagliabile l’Asprinio di Aversa”. L’area di produzione include 22 comuni, posti nelle province di Caserta e di Napoli.

5.- Il limone di Sorrento, con il suo colore, il suo sapore, il suo profumo è da sempre simbolo della Penisola Sorrentina.
limoni sorrentoLa storia.Il limone di Sorrento, con il suo colore, il suo sapore, il suo profumo è da sempre simbolo della Penisola Sorrentina. Le caratteristiche climatiche, la particolare conformazione del territorio e la peculiare natura del terreno rendono, infatti, questo frutto unico nel suo genere. Il giusto equilibrio tra acido citrico e zuccheri, la qualità e la quantità degli oli essenziali presenti nella sua buccia ne connotano l'aroma e l'inconfondibile profilo organolettico. La coltivazione del limone nella Penisola Sorrentina è testimoniata dalla raffigurazione di limoni in numerosi affreschi e mosaicirinvenuti negli scavi di Pompei ed Ercolano.
6.- I vini DOC nell’isola di Elba.
isola_elba_mappaLa cultura della vite all'Elba ha origini antichissime, ma ci limitiamo a considerare i tempi più recenti. Dagli anni 40 ai primi anni 50 il paesaggio elbano a quell'epoca era molto diverso dall'attuale, e terrazzamenti a vigneto ricoprivano le pendici dei colli fino ad oltre 300 metri d'altezza, come nel marcianese. A seguito dell'avvento e del successivo continuo sviluppo del turismo, il patrimonio viticolo si è drasticamente ridotto, fino ai circa 350 ettari attuali, di cui solo 125 iscritti all'Albo per le varie D.O.C. Gran parte dei terrazzamenti si sono coperti di macchia e di boschi o sono stati cancellati dalle costruzioni e la viticoltura si è ritirata verso zone sempre vocate ma più pianeggianti e adatte alla gestione con moderni sistemi.

7.- I mirtilli sono frutti molto benefici per la salute e ricchi di proprietà nutrizionali.
mirtilli-alice-622x431Proprietà e ricette di un frutto piccolo ma dalle grandi qualità per la salute e il benessere del nostro organismo. Ottime da preparare con i mirtilli, salse e marmellate! I mirtilli sono frutti molto benefici per la salute e ricchi di proprietà nutrizionali. Questi alimenti sono considerati amici della pelle, perché contengono le vitamine necessarie al benessere dei tessuti e della cute. Il mirtillo è un frutto molto particolare che, oltre ad essere versatile in cucina, ha anche tradizioni antichissime per le cure di diverse patologie.

8.- I lavori nell’orto e nel giardino da fare a Settembre.
orto-settembreAl rientro delle vacanze i lavori da fare nell'orto e nel giardino non sono pochi: ecco cosa fare a settembre! Siete andati in vacanza ma non avrete mica dimenticato il vostro giardino e il vostro orto? Se avete seguito con cura i consigli per annaffiare le piante durante le vostre vacanze, avrete buone probabilità di trovare tutte le piante vive: se siete stati disattenti il primo passo è invece quello di eliminare tutto quello che è seccato durante la vostra assenza!
9.- Potature a regola d’arte (1a parte).
potare009In ambienti antropizzati, bisogna intervenire con la potatura prevedendo ciò che l’albero farebbe, senza il nostro intervento, negli anni successivi. Questo ci permette di mantenere un albero sicuro e vitale, di mantenere la sua forma naturale e farlo resistere agli attacchi da parte di parassiti e patogeni. In ambito ornamentale, per operare una corretta potatura, è fondamentale individuare la famiglia a cui appartiene l’albero in questione.

10.- Vini italiani all'estero: considerazione e pregiudizi.
  • Per che cosa è meglio conosciuta l’Italia all’estero? Senza dubbio per il buon cibo. Ma il vino italiano riceve la giusta considerazione? Non sempre. Quando si chiede quale sia il maggiore produttore europeo di vino il pensiero di molti turisti va subito alla Francia. Ma i numeri confermano questo primato? Si e no. Nel 2011 la Francia ha prodotto 6,6 miliardi di bottiglie contro le 5,6 dell’Italia quindi un miliardo di più. Nel 2010 però l'Italia ha prodotto 6,4 miliardi di bottiglie, contro 5,9 della Francia. I dati non ancora ufficiali del 2012 parlano di una produzione piuttosto allineata quantitativamente.
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